MANTOVA Dopo un mese di silenzio, tornano a parlare i giocatori del Mantova. Il primo autorizzato, subito dopo il match col Padova, è stato Bani. Ora tocca a Davis Mensah, colui che possiamo definire il “veterano dello spogliatoio”, visto che veste il biancorosso dalla stagione 2022-23. Ha vissuto la retrocessione in D, la riammissione in C e la promozione in B. Un turbinio di emozioni che l’ha coinvolto e che fa di lui l’interlocutore ideale per parlare di questo tormentato avvio di campionato dell’Acm.
Mensah parla dopo l’amichevole giocata dal Mantova col Parma (persa 2-1), ed è da qui che parte la chiacchierata. A Collecchio è stato schierato titolare, quasi un evento quest’anno… «Sì sono contento – sorride – . Questa era un’occasione per chi finora ha giocato meno, come me. È stato un bel test. Nel primo tempo loro non uscivano e ci lasciavano il palleggio, noi siamo stati bravi a non forzare ed è arrivato il gol del vantaggio. Nel secondo tempo, a parte il cambio tra Fiori e Caprini, siamo rimasti in campo con la stessa formazione, mentre loro hanno messo forze nuove. Alla lunga la stanchezza s’è fatta sentire, accentuata dal fatto che già noi avevamo pochi minuti nelle gambe. Il Parma ha pareggiato, ma il vero peccato è stato subire il gol del 2-1 negli ultimi minuti. In ogni caso, ci teniamo la prestazione: la partita che conta è quella di domenica prossima con lo Spezia».
Mensah la inquadra così: «Sarà uno scontro salvezza. Dobbiamo proseguire sulla falsariga delle ultime due partite, cercando magari di segnare qualche gol in più». L’onore potrebbe toccare allo stesso Davis, ancora a secco di marcature. Ma anche per lui questa stagione non è cominciata nel migliore dei modi: tante panchine e solo una partita da titolare. «È logico che un giocatore vorrebbe sempre scendere in campo – spiega – . Ma se non lo sto facendo con la stessa continuità degli anni precedenti è perchè io per primo devo dare qualcosa in più. Ne sono consapevole e sto provando a migliorare. So che devo affidarmi al mister e mettermi a sua disposizione».
Nel frattempo, al Mantova è successo di tutto. Una crisi che pareva irreversibile; l’esonero di Botturi rimpiazzato da Rinaudo; Possanzini più volte a rischio, eppure ancora in sella; le vittorie con Samp e Padova che hanno rilanciato la squadra. Mensah ha una teoria, peraltro condivisibile: «Se devo dire cos’è cambiato nelle ultime due partite rispondo: i risultati. Sì, stavolta i risultati ci hanno dato una mano. Per dire: la fortuna che abbiamo avuto ultimamente, non l’abbiamo avuta per esempio contro il Sudtirol, pur disputando una grande partita. Se andiamo a confrontare i risultati con quelli dello scorso anno, vediamo che ci mancano due punti: appunto quelli della vittoria col Sudtirol, che avremmo meritato. Purtroppo quel filotto di cattivi risultati ha creato tanta preoccupazione. Però adesso siamo tornati sui binari giusti. E faremo vedere di che pasta siamo fatti».
Di sicuro, il gruppo si è ricompattato attorno a Davide Possanzini. Emblematici gli abbracci dei giocatori al tecnico marchigiano nelle ultime due gare vinte. «Il mister è importante per noi – ammette Mensah – . Io, che sono qui da più tempo, posso testimoniarlo. Anche a livello personale: ero retrocesso col Mantova, mi sentivo un giocatore quasi finito. Poi è arrivato lui, che mi ha fatto crescere come calciatore e mi ha dato la possibilità di tornare in Serie B. È un grande allenatore ed è una grande persona, per questo era doveroso stargli vicino e fornirgli tutto il supporto possibile». A proposito di gratitudine, c’è spazio anche per l’ex dt Botturi: «Anche lui ha creduto tanto in me – conclude l’attaccante biancorosso – . Mi dispiace per come sono andate le cose. Ovviamente non entro nel merito delle decisioni societarie. Dico solo che non ci sono colpe. È questione di fortuna».








































