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Il caso – La Nazionale di Powerchair Football bloccata a terra: niente torneo pre-Mondiale anche per due atleti dei Warriors

Milano Una trasferta preparata nei minimi dettagli, mesi di allenamenti e sacrifici, poi lo stop improvviso. La Nazionale italiana di Powerchair Football non è riuscita a partire per Glasgow, dove avrebbe dovuto disputare il World Cup Warm Up 2026, torneo internazionale di preparazione ai Campionati del Mondo in programma a ottobre in Argentina. Una vicenda che ha suscitato forte indignazione nel movimento paralimpico italiano e che coinvolge da vicino anche il territorio mantovano, visto che nella selezione azzurra figurano due giocatori dei Macron Warriors Sabbioneta: il bomber Youssef Ali e il nuovo acquisto Gabriel Mindru, vicecapitano della Nazionale. Secondo quanto comunicato dalla Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport (FIPPS), la trasferta era stata organizzata con largo anticipo e tutte le procedure richieste dalla compagnia aerea EasyJet per il trasporto delle carrozzine elettroniche erano state completate e autorizzate. Nonostante ciò, gli Azzurri sono rimasti a terra, perdendo un appuntamento fondamentale nel percorso di avvicinamento al Mondiale. La FIPPS ha espresso «profondo rammarico» per quanto accaduto, sottolineando come le carrozzine elettroniche non rappresentino semplici bagagli speciali, bensì strumenti indispensabili di autonomia, libertà e dignità personale. Senza di esse gli atleti non possono spostarsi, allenarsi, gareggiare e svolgere le normali attività quotidiane. Per questo motivo, la Federazione parla di un episodio che va ben oltre la mancata partecipazione a un torneo, definendolo l’ennesima dimostrazione di quanto il diritto alla mobilità delle persone con disabilità non sia ancora pienamente garantito. L’assenza dal torneo scozzese rappresenta anche un importante danno sportivo. A Glasgow l’Italia avrebbe affrontato Danimarca, Francia e Inghilterra, tre avversarie di altissimo livello che avrebbero consentito al commissario tecnico Marco Ferrazza di verificare il lavoro svolto negli ultimi mesi e perfezionare i meccanismi di squadra in vista della rassegna iridata. Test preziosi che ora vengono inevitabilmente a mancare.
Il presidente federale Andrea Piccillo ha evidenziato la forte preoccupazione in vista della lunga trasferta che attende gli Azzurri in Argentina. «La mobilità non è un favore concesso, ma un diritto che deve essere garantito, perché senza mobilità non esistono autonomia, dignità e pari opportunità», ha dichiarato, ricordando come la Federazione avesse rispettato scrupolosamente tutte le procedure richieste. Sulla stessa linea il commissario tecnico Marco Ferrazza, che ha posto l’accento sul valore della preparazione andata perduta: ogni convocazione, ha spiegato, è il risultato di mesi di lavoro, allenamenti, sacrifici personali e investimenti economici. Dover rinunciare a un torneo internazionale per ragioni estranee al campo lascia inevitabilmente grande amarezza. L’episodio assume un significato ancora più simbolico perché avviene nel Disability Pride Month, il mese dedicato alla promozione dei diritti, dell’autonomia e della piena inclusione delle persone con disabilità. Un richiamo forte a un principio che dovrebbe essere scontato ma che, come dimostra questa vicenda, incontra ancora ostacoli concreti. Per i Macron Warriors Sabbioneta la speranza è che la situazione venga rapidamente chiarita e che Ali e Mindru possano riprendere senza ulteriori problemi il cammino verso il Mondiale. Splendidi protagonisti della finale scudetto (Mindru nelle fila del Venezia), i due azzurri sognano ora di rappresentare l’Italia sul palcoscenico più prestigioso del Powerchair Football. Prima, però, resta da vincere una partita ancora più importante: quella per il pieno rispetto del diritto alla mobilità.