MANTOVA Italia nostra Lombardia Aps e la sezione mantovana presieduta dall’architetto Ernesto Morselli dànno la sveglia alle istituzioni sui rischi ambientali e monumentali cui la città va incontro per la mancanza di un piano provinciale di Protezione civile in caso di “disastro”, e per il traffico ferroviario sulla tratta per Monselice destinato a aumentare nei prossimi anni.
I recenti fatti di cronaca con l’incendio alla Versalis, e la sospensione della circolazione dei treni e la diramazione di ordinanze precauzionali per i cittadini, nonché il deragliamento dei due vagoni cisterna a Valdaro contenenti sostanze esplosive, «impongono una riflessione su un tema che Italia Nostra porta avanti da tempo nelle sedi istituzionali», recita una nota dell’associazione.
Già nell’audizione dell’8 ottobre scorso in commissione regionale, e con altre istanze formali rivolte agli enti competenti, Italia Nostra aveva segnalato «l’elevata criticità della tratta ferroviaria Mantova-Monselice» per il transito giornaliero di decine di convogli con merci pericolose a pochi metri di distanza dai tesori di Palazzo Te, patrimonio Unesco, e per l’eccessiva prossimità all’ospedale “Poma”, nonché alle abitazioni di Te Brunetti e Valletta Paiolo, delineando scenari di rischio «resi altamente realistici dopo la tragedia ferroviaria di Viareggio». Ma le risposte ricevute dalla Provincia confermano che «a tutt’oggi l’incarico per l’aggiornamento del Piano provinciale di Protezione civile non è ancora stato affidato».
Nonostante siano trascorsi mesi dall’audizione in Regione, l’adozione del Piano non è prevista prima della fine del 2026: «Sono tempi burocratici che, soprattutto alla luce dei fatti recentemente accaduti, non possono che suscitare preoccupazione», commenta Italia Nostra.
L’esigenza non più differibile di rendere la città più sicura e protetta, sollecita un coordinamento e la piena coerenza tra il piano comunale e quello provinciale di Protezione civile, e una specifica analisi della pericolosità del tratto ferroviario urbano, tuttora assente negli scenari di rischio – come confermato dagli stessi uffici provinciali.
A ciò si aggiunga l’inderogabile necessità di individuare una vasta area da destinare a luogo sicuro per l’evacuazione della popolazione in caso di calamità (luogo che la stessa Regione aveva individuato nel sedime del Migliaretto), respingendo le varianti urbanistiche al Prg presentate dal Comune di Mantova. E da ultimo, ma non per importanza, l’incendio Versalis ha mostrato in modo evidente le conseguenze di una comunicazione tardiva e lacunosa, con la conseguente diffusione tra la popolazione di voci allarmanti e incontrollate circa la fuga di diossina e di emissioni radioattive. Come evidenziato nella copiosa letteratura sui grandi rischi, «la comunicazione costituisce da sé un’emergenza nell’emergenza. La recente esperienza ha dimostrato quanto a livello istituzionale questa sia stata approssimativa e lacunosa, e la conseguente necessità di essere rivista e resa tempestiva con uno specifico protocollo», rileva l’associazione, che rinnova pertanto l’appello a tutte le istituzioni competenti «affinché l’aggiornamento del Piano di Protezione civile sia predisposto con urgenza per la sicurezza e salute di tutti i mantovani e di rivalutare la soppressione del tratto ferroviario Mantova-Frassine con la realizzazione della bretella lontana dal centro abitato e da Palazzo Te».



























