MANTOVA Da Moglia a Roma e ritorno: cinque amici, 1200 chilometri in sella a una Vespa, un gruppo di appassionati che si chiama Vespismo senza limitismo che è andato fino nella capitale per il Vespa World Days 2026 – Raduno mondiale ae le celebrazioni degli 80 anni della Vespa Piaggio. Uno di loro, Fausto Gazzoli, ha tenuto un diario di bordo che è una testimonianza di passione ma soprattutto di amicizia e spirito di avventura. Da leggere tutto d’un fiato, chilometro dopo chilometro.
Giovedì 25 giugno 2026, alle 7 del mattino è già giorno; avviamo la Vespa e partiamo da Moglia. Siamo in cinque, carichi “a mille” e con tante incognite nella testa, guidando per decine di chilometri quasi “a memoria” in mezzo alla torrida umidità padana che aumenta chilometro dopo chilometro, finché dopo Sasso Marconi imbocchiamo l’autostrada A1 Panoramica.
L’intento è uscire a Firenze Impruneta per raggiungere Siena, e continuare sulla Cassia verso Roma per partecipare al raduno mondiale VESPA WORLD DAYS 2026 che festeggia il compleanno degli ottant’anni della Vespa, da condividere con migliaia di vespisti, fra cui tanti amici che conosciamo di persona da anni. “Mondiale” è proprio il termine giusto, qui puoi incontrare gente che proviene non solo dall’Italia, ma da tutta Europa ed anche dal resto del mondo. 

La consapevolezza di far parte di un evento unico, mondiale ed irripetibile che ci spaventava fino a ieri sera, oggi è svanita, non c’è tempo per distrarsi; siamo concentrati ed attenti. Svalicato l’Appennino la temperatura è mite, ed il traffico inesistente fino a Barberino di Mugello. Le Vespe scorrono divinamente sul filo dei 70-75km/h, con consumi ridicoli.
Siamo in cinque amici mantovani ed altri due ci aspettano a Roma, uniti sotto la fascia tricolore e la maglietta gialla del gruppo VESPISMO SENZA LIMITISMO. In autostrada ci sorpassano furgoni e rimorchi carichi di Vespe, e tanta gente ci saluta sorridendo. La Vespa mette allegria, la Vespa fa sorridere; chi guida una Vespa è da abbracciare e baciare. Facile, però, fare i vespisti “furgonati”: noi, il nostro Vespa World ce lo stiamo letteralmente sudando, chilometro dopo chilometro.

Dopo Firenze la temperatura sale, inesorabile; pranziamo in un antico casale di Siena con spessi e freschi muri in pietra, ed all’uscita il sole che dardeggia sui nostri caschi ci seguirà attraverso tutta la Val d’Orcia, seguendo la via Cassia attorno al lago di Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Sutri. All’arrivo in campeggio, solo un tuffo in piscina può donarci il dovuto ristoro preparandoci alla serata con gli amici. La sera, al rientro dopocena, di colpo una famiglia di cinghiali sbuca senza percepire la nostra esistenza, e di colpo capisci che bastavano venti, forse quindici metri in più, e la tua Vespa ne porterebbe i segni.
Il venerdì mattina ci rechiamo al raduno presso il Foro Italico dove è già cominciata la festa, con gli abbracci di vecchi e nuovi amici che incontri solo qui, ed i racconti di viaggi e di nuovi progetti che si intrecciano con i racconti di vita, la famiglia, i genitori anziani, i figli che cercano il lavoro. E poi ti perdi fra i vari mezzi, ad ammirare questa o quella Vespa, più o meno “pimpata”, in un caleidoscopio di colori unico, fra le statue del Foro e gli stand delle Vespe nello Stadio dei Marmi, dedicato a Pietro Mennea. Iscrizione, ritiro dei gadget, tante bottigliette di acqua fresca comprate a caro prezzo, altri abbracci e via che si parte.
E di colpo dimentichi autostrade, preoccupazioni e dolori, e ti ritrovi da solo con le tue emozioni nel casco, a “vespare” nei panorami della città più bella e spettacolare di questo mondo, fra gli amici che, come te, condividono questi momenti.
Tanti incroci con tanti sorrisi, e soste vicino ai luoghi più belli e significativi della nostra storia; e quelle due piccole ruote ti scarrozzano al Colosseo, ai Fori Imperiali, all’Altare della Patria, magari contromano ed in divieto di sosta; e passando dal teatro di Marcello ti fermi alla Bocca della Verità, al Tempio di Vesta, al Circo Massimo, alle Terme di Caracalla. La sosta più emozionante è tra via Conciliazione e Castel Sant’Angelo, dove il traffico è stato incanalato sottoterra per creare una meravigliosa area pedonale che da San Pietro ti affaccia sulla riva del Tevere. E tu sei li, con la tua piccola Vespa, e non puoi fare altro che restare a bocca aperta di fronte a questi capolavori dell’Arte e dell’ingegno umano.
Il sabato mattina è, per tradizione, il giorno della grande “parata”: siamo tante migliaia di vespisti (qualcuno parla di 15 mila, qualcun altro di 25 mila, uno ha sparato addirittura 50mila!), radunati nel viale delle Terme di Caracalla, che al segnale convenuto si mettono in moto come un unico, grande serpentone che fagocita il centro di Roma inondandolo di Vespe piene di gioia, sorrisi, colori e tanto, tanto divertimento per tutti. L’emozione è grande, le centinaia di foto e filmati non possono restituire quello che si prova ad essere parte di un evento simile.
Noi, che siamo Senza Limitismo, al termine della parata proseguiamo per Ostia Lido per incontrare il mare, che ci accoglie sorridendo. Al ritorno imbocchiamo l’autostrada che, senza pedaggio, da Fiumicino ci porta sul Grande Raccordo Anulare.
Domenica è la giornata del ritorno, ed è sempre la più dura poiché devi salutare gli amici, i bei ricordi e le esperienze vissute, e soprattutto ti rendi conto di esser stato parte di un evento mondiale, unico e irripetibile; al centenario della Vespa tra vent’anni, data l’età, ci andremo in treno. Si riparte quindi alle 7, cercando di sfruttare il fresco. I primi cento chilometri scorrono agevolmente, finché in Toscana metti le ruote fra filari di cipressi, dove il cielo ed i colori abbacinanti restano gli unici padroni del tuo cuore. Ed il tuo sguardo torna ad abbracciare antichi casolari sulle sommità dei colli, in un percorso di una bellezza unica ed indimenticabile, che quasi toglie il fiato. Solo questa invasione di bellezza ti rende capace di sopportare il caldo torrido che, tra Firenze e Bologna, supera i 40 gradi.
Dopo aver guidato insieme per circa 1200km giunti a Moglia ci salutiamo, certi che la strada per ognuno non sarà più la stessa. Perché, come dice l’amico Fabio Cofferati che partendo da Salsomaggiore in Vespa nel 2021 ha attraversato tutta la Russia raggiungendo le porte del Giappone, “…si va in Vespa per la compagnia.”




























