CURTATONE (Mantova) – Una storia di legalità che si trasforma in un gesto di profonda solidarietà. È quella che ha visto protagonisti i Carabinieri della Stazione di Curtatone e le monache Clarisse del Monastero di Santa Chiara. Generi alimentari e prodotti per la cura della persona, sequestrati durante un controllo stradale, hanno trovato una destinazione straordinaria: la tavola e la quotidianità di una comunità che ha fatto della povertà radicale la propria scelta di vita.
Il controllo e il sequestro della merce
La vicenda ha inizio lo scorso 15 giugno nell’ambito dei servizi di controllo del territorio concordati in Prefettura. Una pattuglia dei Carabinieri di Curtatone ferma un’auto condotta da un cittadino marocchino di 45 anni. All’interno del veicolo i militari scoprono un ingente quantitativo di generi alimentari e cosmetici di cui l’uomo non sa giustificare la provenienza. La merce viene immediatamente sequestrata e il quarantacinquenne denunciato a piede libero alla Procura di Mantova con l’ipotesi di reato di ricettazione.
Le indagini successive permettono di accertare che una parte dei prodotti era stata rubata poco prima al supermercato Aldi di Curtatone, al cui direttore viene prontamente restituita.
L’idea dei militari e il via libera della Procura
Il problema sorge per la restante parte della merce rimasta sotto sequestro in caserma. Trattandosi di beni deperibili o vicini alla scadenza, e non essendo stato possibile rintracciare i legittimi proprietari, i Carabinieri decidono di non lasciarli andare sprecati. Formulano così una proposta all’Autorità Giudiziaria: chiedere il dissequestro anticipato per destinarlo in beneficienza. 

Il Pubblico Ministero della Procura di Mantova accoglie con favore l’iniziativa, disponendo il dissequestro immediato e specificando che i prodotti siano consegnati a un ente caritatevole.
Un’eccezione alla regola: le porte del monastero si aprono ai Carabinieri
I militari pensano subito alle Clarisse di clausura del Monastero di Santa Chiara di Curtatone. Fondato su una regola approvata da Papa Innocenzo III nel 1253 che prevede il voto di altissima povertà, il monastero ospita monache che trascorrono le giornate esclusivamente tra preghiera e lavoro, senza contatti con il mondo esterno.
In via del tutto eccezionale, le Clarisse hanno aperto le porte della clausura per accogliere i Carabinieri. I militari hanno consegnato alle religiose scorte di olio, biscotti, noci, mandorle, pistacchi e vari prodotti di cosmesi e igiene personale.
Un momento di grande commozione: le monache hanno ringraziato i militari e l’Autorità Giudiziaria vedendo in quel gesto un segno della “Divina Provvidenza”, promettendo di ricordare la generosità ricevuta nelle loro preghiere quotidiane. L’incontro, rarissimo nel suo genere, si è concluso con un’insolita foto di gruppo che unisce lo stupore sorridente delle Clarisse alla soddisfazione dei Carabinieri per aver trasformato un reato in un aiuto concreto.































