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Calcio Serie B – Ilie: “Mantova, non faccio proclami. Ma se continuiamo a giocare così…”

MANTOVA Ha solamente 23 anni, ma un passaporto calcistico da far invidia al più navigato dei campioni. Dalla nativa Romania alla Francia, da Israele alla Svizzera, fino all’Italia: Rares Ilie ha saggiato vari campionati e paesi, con relativi usi e costumi. «E posso dire che queste esperienze mi hanno fortificato – afferma – . Sono cresciuto in fretta, soprattutto mentalmente». Il Mantova è la terza squadra italiana (dopo Catanzaro ed Empoli) di questo valido trequartista, fortemente voluto da Modesto e Brutti, e già in gol al debutto in campionato a Carrara.
Il gol, appunto. Non proprio la tua specialità…
«Infatti. Sugli assist me la cavo, ma in fase realizzativa devo migliorare parecchio. È uno degli obiettivi che mi sono posto. Anche perché segnare è bello».
Quindi la prodezza di Carrara ti può aiutare?
«Mi ha già aiutato. Perché a fine primo tempo non ero riuscito a sfruttare una ghiotta occasione e continuavo a pensarci. Poi il gol è arrivato e mi ha “liberato”».
Miglior partenza il Mantova non poteva sognare…
«Sì. Dopo la vittoria all’Olimpico abbiamo disputato una grande partita a Carrara. Dove peraltro non avevo mai vinto. Credo che se continuiamo a giocare così, possiamo battere tutti».
Appunto: dove può arrivare il Mantova, secondo te?
«Non mi piacciono i proclami e non ne farò. Già l’anno scorso, all’Empoli, avevo buone impressioni che poi il campo ha smentito. Dico solo che il Mantova è una squadra forte. Questo sì».
A proposito di Empoli: lo ritroverai domenica da ex…
«Ho una gran voglia di riscatto perché l’anno scorso non ho fatto bene. Ma non addosso colpe a nessuno, sono io che non sono riuscito ad esprimermi al meglio. In ogni caso, sono determinato a dimostrare il mio reale valore».
È per questo che hai scelto il Mantova?
«Mi ha convinto Modesto. Quando ci siamo parlati, ho percepito la fiducia che riponeva in me. Mi sono preso qualche giorno per riflettere e ho accettato».
Com’è stato l’impatto?
«Molto buono. Qualcuno già lo conoscevo: Ignacchiti (suo compagno di squadra lo scorso anno, ndr), che mi ha aiutato; e poi Trimboli. Anche con lo staff ho legato subito».
Cosa ti chiede Modesto?
«Le mie qualità migliori emergono quando ho la palla al piede. Poi il gioco del mister prevede tanto altro, come attaccare la profondità».
Il contratto pluriennale (fino al 2029) è un elemento a favore per te?
«Sì, sono convinto che mi aiuterà molto. Perché negli ultimi anni sono sempre stato in prestito e, in quelle condizioni, è sempre difficile, sia per il giocatore che per il club. Ora che sono di proprietà del Mantova mi sento più “leggero” e in grado di esprimermi al meglio».
Che carattere mostri nello spogliatoio?
«Sono un ragazzo tranquillo, anche perché non padroneggio moltissimo la lingua italiana. Però mi trovo benissimo con questo gruppo».
Hai un giocatore cui ti ispiri?
«Fin da piccolo avevo il pallino per Neymar. Il mio idolo è sempre stato lui».
Vanti 15 presenze nella nazionale rumena U21: punti a quella maggiore?
«È il mio sogno. Ma non voglio farlo diventare un’ossessione. Penso a dare il meglio partita dopo partita… e vediamo cosa succede».
Quindi appuntamento a domenica contro l’Empoli…
«È il nostro debutto casalingo. I tifosi ci hanno dato una grossa spinta a Carrara, ma al Martelli sarà ancora più bello. Quanto a noi, abbiamo iniziato bene la stagione. Dobbiamo continuare così».