Mantova I rilievi che vanno in contrasto con gli entusiasmi di via Roma sul saldo più che positivo della popolazione residente tendono anche a rilevare che una percentuale di cittadini del capoluogo si configura un po’ come una palla al piede, più che una risorsa propriamente detta. E lo rimarcano ancóra i capigruppo della maggioranza. «Non dimentichiamo che su 37.892 contribuenti il capoluogo conta 7.429 persone (il 19.56%della popolazione) con un reddito tra gli zero e i 10mila euro, e quindi posizionabili al di sotto della soglia di indigenza. È difficile pensare a una Mantova veramente attrattiva con questi numeri che ricordano tanto le statistiche di Trilussa», sottolinea il capogruppo azzurro Pier Luigi Baschieri.
E che non sia tutto oro ciò che luccica lo evidenzia anche il capogruppo leghista Andrea Gorgati: «Assieme alla crescita del capoluogo, in questi anni c’è stato il boom dell’hinterland, che non è città: Porto Mantovano (residenti 16.700), Borgo Virgilio (15.000), Curtatone (14.600) e anche San Giorgio Bigarello (11.900). Il confronto della crescita dell’hinterland rispetto a Mantova è impietoso. I lavoratori immigrati arrivati a Mantova li consideriamo tutte brave persone, senza dubbio. Ma i dati Istat del 2024 su base nazionale, ci dicono che mediamente l’8,4% di tutte le famiglie è indigente (circa il 9,8%) e bisognoso di aiuti da parte delle istituzioni. Ragionando sul fatto che al nord ci sono più migranti rispetto al sud, possiamo applicare questi parametri anche su Mantova su dati medî. Per l’Istat il 30,4% delle famiglie con un componente extracomunitario e il 35,6% di quelle di soli extracomunitari si trova in povertà assoluta. Un tasso superiore di 5 volte alle famiglie di soli italiani. Ciò significa che i migranti sono meno di un decimo della popolazione, ma sono più di un terzo delle famiglie indigenti».
E medesima “stroncatura” viene dal capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Nuvolari: «I dati sul saldo migratorio in città non possono essere letti con trionfalismo: vanno analizzati a fondo nella qualità dei nuovi residenti e non solo nella quantità. È innegabile che i nuovi flussi, specie di provenienza estera extracomunitaria, siano dovuti allo sviluppo del polo logistico di Valdaro, caratterizzato da una tipologia prevalente di lavoro operaio a basso reddito, ma le famiglie numerose che questi lavoratori in genere portano con sé sono quelle che assorbono più risorse comunali; pertanto, il saldo fra entrate e uscite meriterebbe attente valutazioni».




























