MANTOVA – Non è un problema di oggi, ma usando un linguaggio tipicamente di sinistra si potrebbe definire una “lacuna strutturale”: i consigli comunali da decenni a questa parte non riescono a soddisfare il lavoro che loro compete, lasciandosi arretrati indescrivibili di mozioni, ordini del giorno, interpellanze e interrogazioni giacenti del dimenticatoio, quasi una sorta di “cimitero degli elefanti”. A oggi sono circa 80 gli atti prodotti dai consiglieri comunali all’indirizzo della presidenza del consiglio, in attesa di essere discussi in aula. Atti che risalgono addirittura a cinque anni fa, e che mai hanno avuto la possibilità di arrivare all’attenzione dell’emiciclo. Ovviamente, si tratta per lo più di atti derivanti dalle minoranze consiliari (record dei mancati ascolti ai consiglieri di Forza Italia), verso le quali l’attenzione del presidente del consiglio è meno solerte rispetto alle stesse azioni dei consiglieri di maggioranza – siano pure mozioni per la proverbiale “pace nel mondo”. Nelle convocazioni consiliari, stilate dal presidente Massimo Allegretti, vengono regolarmente posti in allegato quelle richieste di discussione o pronunciamento consiliare, che negli anni si sono andati ad accumulare a futura memoria. E dire che un presidente del consiglio di un capoluogo percepisce un’indennità di carica pari a quelle di un assessore (circa 6.500 euro lordi mensili), pur essendo pressoché nulle le sue responsabilità. In ordine di tempo, fra gli atti giacenti, il più vetusto e superato è quello presentato da Forza Italia il 26 ottobre 2020 per sollecitare il sostegno dell’ente comunale alla campagna della Lilt sulla prevenzione del cancro al seno. Nemmeno le numerose azioni compiute come linee di indirizzo durante la campagna anti-covid erano andate a segno. Stesso discorso per sollecitare l’attenzione dell’ente a bandi per riqualificare certi quartieri, come Due Pini (raccomandazione del febbraio 2021). Stesso discorso ancora per discutere in aula (e se non lì, dove?) dei rincari della Tari o della conservazione di beni monumentali lasciati in balìa dei vandali, come il monumento a virgilio (mozione azzurra del 2022). Insomma, o sei consigliere di maggioranza, o vale la legge del “marchese del Grillo”.





























