MARMIROLO – La nuova antenna telefonica Illiad, alta 36 metri, con tecnologia 5G, diventa realtà. Una torre per le telecomunicazioni è stata infatti installata definitivamente in via Tagliamento, a ridosso delle abitazioni, vicina all’asilo, e agli impianti sportivi frequentati dai giovani. Fin da subito, l’imponente struttura aveva acceso un dibattito aspro tra i cittadini, tra timori per la salute e preoccupazioni sull’impatto paesaggistico. A nulla è valsa la raccolta di firme promossa dal Comitato “No 5G” e ancora prima il diniego e il successivo ricorso dell’amministrazione comunale di Marmirolo per bloccare l’installazione. Il Comitato spontaneo aveva fatto sapere di aver intensificato la propria attività, raccogliendo documentazione, consultando tecnici con l’obiettivo di creare consapevolezza e coinvolgere un numero crescente di cittadini, affinché la comunità potesse partecipare in modo informato ai vari passaggi della vicenda. «I nostri sforzi non sono serviti a nulla – spiega una giovane mamma residente nella zona -. Le antenne per telefonia sono necessarie perché tutti utilizziamo i dispositivi mobili, ma c’è posto e modo: un ripetitore sta bene in uno spazio aperto, senza barriere per avere i quattro lati liberi, e non è questo il caso, in una zona residenziale, per non parlare dell’inquinamento visivo, che è un dato di fatto, ed elettromagnetico. Un disagio serio per molte famiglie, perché noi qui ci viviamo. La popolazione dovrebbe inoltre essere tutelata sotto tutti i punti di vista, dall’impatto rovinoso sul territorio fino al valore degli immobili che certamente subiranno un danno significativo. Tra l’altro esiste anche la possibilità di mimetizzare le antenne con vari espedienti, ma in questo caso è pienamente visibile, e il paesaggio ne esce deturpato. La questione non è solo personale, e sta destando profonda preoccupazione nei cittadini marmirolesi». Alla voce della giovane mamma si unisce quella di un operaio: «Nessuno di noi è contrario al 5 G. Non vogliamo fermare il mondo. Semplicemente vorremmo capire perché si costruisce un’antenna di oltre trenta metri in una zona residenziale».































