Agatha Christie, detective dell’anima

MANTOVA La signora da due miliardi di copie. È la signora del giallo, Agatha Christie. Gli appuntamenti dedicati alla scrittrice inglese iniziano già il primo giorno del Festivaletteratura ed è subito sold out. “La costruzione del giallo”, alla Chiesa di Santa Maria della Vittoria, ha attratto un pubblico appassionato non solo del “genere giallo” quanto proprio della sagace penna della Christie. “Lei è riuscita a coniugare in un genere letterario come il giallo tutte le letterature”, ha dichiarato Franco Forte, scrittore e direttore editoriale de Il Giallo Mondadori che da sempre pubblica le opere della Christie. Una pioniera per tanti aspetti a cominciare dai suoi interessi. “Christie era una donna degli anni Venti-Trenta e per l’epoca ha fatto cose davvero straordinarie”, ha svelato Forte, “è stata la prima donna occidentale a fare surf in piedi. Era il 1922. Le donne a quei tempi surfavano in ginocchio o sedute”. La sua prima aspirazione era quella di fare la cantante lirica. “Nell’adolescenza però comprende di non avere abbastanza talento e soprattutto ha il terrore di esibirsi davanti al pubblico”, prosegue Forte. Agatha Christie, scrittrice simbolo e orgoglio inglese, oggi verrebbe definita come figlia di prima generazione di immigrati. Il padre era infatti un agente di cambio americano, mentre la madre era un’irlandese di Belfast. E per di più la signora del giallo inglese ottiene successo con un profugo belga, Poirot, e partecipa al suo Ballo delle debuttanti a Il Cairo. Anche il suo modo di scrivere è quanto meno originale. “Ha due abitudini”, racconta lo scrittore Luca Crovi, “prima di avere successo, si metteva nella vasca da bagno con acqua tiepida, cibo e bibite. Una volta arrivata la fama prenotava alberghi di dubbia fama, infestati da topi e tarme e tutto ciò che poteva darle fastidio per ridurre la tempistica della scrittura”. Agatha Christie è stato il primo personaggio clonato dalla Bbc attraverso l’intelligenza artificiale soprattutto perché ha lasciato molti scritti sul modo di scrivere. “In realtà le regole del giallo di cui si parla tanto non sono le sue ma del Detection Club, un classico club esclusivo inglese di cui negli anni Trenta facevano già parte diverse scrittrici”, riprende Forte, “Christie stessa ne è stata la presidente dal 1957 fino al 1976, anno della sua morte. Questo club decreta che il lettore deve avere le stesse informazioni del detective; deve esserci almeno un cadavere che nel noir invece a volte manca; l’assassino non si scopre mai per caso. Secondo queste regole, però, un classico come “Il silenzio degli innocenti non sarebbe mai uscito”. Un altro libro che disattende queste regole è “Dieci piccoli indiani”, nella versione originale “Dieci piccoli negretti”: 110 milioni di copie vendute. “Oltre alla mancanza del detective, qui il presupposto è completamente errato”, dice Forte, “l’isola, realmente esistente, dove i malcapitati vengono convocati è molto vicina alla terraferma e la tempesta che li rende irraggiungibili è imprevedibile. Un editor oggi avrebbe proposto di scrivere che tutti gli ospiti scelti dall’assassino non sapessero nuotare”. Poco male, alla signora del giallo si perdona tutto. Anche perché senza di lei le cene con delitto non sarebbero mai esistite.