MANTOVA – Il cielo resta, le nuvole passano. Splendeva sul piazzale la bandiera di Guerra, e risaltavano le tante uniformi, illuminate dalla chiara mattina dell’estate settembrina. Il colonnello Claudio Libertucci ha salutato ieri mattina il 4° Reggimento Artiglieria Controaerei “Peschiera”, cedendo il comando al colonnello Salvatore Verde dopo due anni intensi alla guida della caserma “San Martino”. Una cerimonia solenne, scandita dal simbolico passaggio della Bandiera di Guerra, «emblema dell’onore, della storia e dell’identità del Reggimento», come ha sottolineato lo stesso Libertucci. Il comandante uscente ha voluto ripercorrere il legame profondo tra i comuni di Mantova e Curtatone, di cui il 4° Peschiera è cittadino onorario: «Un legame (con il capoluogo ndr) che risale agli anni 20 del secolo scorso, bagnato dal sangue dal sacrificio dei soldati del Quarto nei tragici fatti del settembre ’43» mentre per Curtatone « nella Sala museale con il plastico della battaglia di Curtatone e Montanara, battaglia considerata la scintilla d’Italia». Parole rivolte alle autorità civili, militari e religiose, al prefetto Roberto Bolognesi e alle associazioni combattentistiche d’arma. Il bilancio del suo comando è stato affidato a poche, incisive immagini: «Ringrazio tutti coloro che hanno consentito di portare sempre a termine i compiti assegnati. In questi due anni il Reggimento è stato impiegato in Kuwait, Qatar, Slovacchia, Lituania, Estonia, oltre che nelle operazioni “Strade sicure” di Modena e Reggio Emilia». Poi l’ammonimento: «La realtà dei fatti ci impone di prepararci al meglio. Declina una lunga stagione di pace: cambiano gli scenari, cambiano le armi, ma non i valori. Valori, Patria, disciplina, onore, cui si aggiungono lo spirito di sacrificio, l’obbedienza, il coraggio, la lealtà, il senso di dovere, questi principi devono essere scolpiti nel nostro cuore». Un pensiero particolare alla famiglia: «A mia moglie, grazie per avermi permesso una serena dedizione al servizio». Il generale di brigata Mattia Zuzzi, comandante del Comando Artiglieria Contraerei, ha reso omaggio al lavoro svolto: «Mi inchino deferente dinanzi alla Bandiera di Guerra del 4°, simbolo e custode della nostra tradizione. Il colonnello Libertucci ha incarnato la competenza tecnica e la visione operativa, il colonnello Verde dovrà traghettare il Reggimento verso nuove sfide con il medesimo slancio». Ai soldati schierati: «Avete dimostrato di saper proteggere i cieli e i territori europei, euroasiatici mediorientali dai pericoli che provengono dalla terza dimensione». Il cappellano militare, don Nicola Ballarini, ha richiamato «la sacralità del servizio e la forza morale che unisce la comunità militare», definendo il Reggimento «saldo nel cuore e forte nello spirito». Un avvicendamento che non interrompe la continuità. «Il valore del Reggimento – ha ricordato Libertucci – non risiede nel comandante, ma nell’anima del soldato. Viva il Quarto, viva l’Esercito, viva l’Italia». Antonia Bersellini Baroni








































