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“Bello di mamma”: Enrico Brignano ripercorre la sua vita in famiglia

MANTOVA Dopo il lungo impegno con ‘I 7 Re di Roma’, la commedia musicale che ha raccolto un forte consenso in tutta Italia, Enrico Brignano (in foto) è tornato alla formula one man show con ‘Bello di mamma!’ campione d’incassi in tutta la Penisola.
Lo spettacolo prodotto da Vivo Concerti ed Enry B. Produzioni farà tappa domani al Mantova Summer Festival organizzato da Mister Wolf in collaborazione col Comune di Mantova e Palazzo Te.
Al centro di ‘Bello di mamma!’ (scritto dallo stesso Brignano con Graziano Cutrona, Manuela D’Angelo, Luciano Federico e Alessio Parenti) c’è un’idea semplice e potente: in un mondo che cambia velocemente, pieno di contraddizioni e richieste continue, tutti – prima o poi – sentiamo il bisogno di tornare a quell’abbraccio ancestrale che da bambini ci faceva sentire al sicuro. Il punto di partenza è l’immagine universale dell’infanzia: la voce della madre che risolveva le paure, una tazza di cioccolata, i cartoni animati, una coperta che scaldava gambe e cuore. Quel “bello di mamma” che proteggeva o, quando necessario, rimetteva in riga.
Da qui Brignano costruisce un’osservazione più ampia sul presente: un’epoca in cui notizie allarmanti, tecnologia onnipresente e ritmi accelerati convivono con la nostalgia di quando tutto sembrava più chiaro. Le provocazioni globali – dalle guerre all’Intelligenza Artificiale, dall’inclusione che a volte divide alle contraddizioni della transizione ecologica – diventano materiale comico e insieme terreno di riflessione.
Ma la vera sfida è trovare un antidoto: recuperare un equilibrio emotivo in mezzo alla confusione. Ed è qui che entra in scena il linguaggio più autentico di Brignano: una risata che può essere beffarda o benevola, ironica o malinconica, ma sempre sincera e capace di rimettere ordine nel caos contemporaneo. A raccontarlo è lo stesso Brignano.
Da dove nasce questo titolo?
“Nasce da una frase che mia madre mi disse una sola volta. Ero stato sei mesi in America, lei pensava che non tornassi più. Le feci una sorpresa e quando mi vide disse: ‘Alla fine sei tornato, bello di mamma’. Mi si strinse il cuore. Oggi che lei non c’è più, quelle parole mi tornano addosso con una forza diversa. Ho voluto metterle nel titolo perché appartengono a me, ma credo appartengano anche a tanti figli e a tante madri”.
Che cosa c’è di nuovo in questo spettacolo?
“Di nuovo c’è il desiderio di fare i conti con una parte importante della mia vita. Dopo aver dedicato uno spettacolo a mio padre, ho sentito il bisogno di raccontare anche mia madre. Non è soltanto un omaggio personale: attraverso di lei racconto una generazione, un modo di vivere e di guardare il mondo che oggi sta cambiando molto rapidamente. È uno spettacolo che parte dai ricordi, ma che parla molto anche del presente”.
In scena che madre racconta?
“Racconto mia madre, ma anche un’idea di madre che molti possono riconoscere. La prendo anche un po’ in giro, come facevo quando era viva, per quei comportamenti tipici delle mamme, soprattutto con i figli maschi. C’è tenerezza, certo. Mia madre aveva un modo tutto suo di stare al mondo e io provo a riportarlo sul palco con il sorriso, perché il teatro mi ha insegnato che si può parlare delle ferite senza togliere respiro al pubblico”.
Nei suoi ricordi c’è anche il cibo, la famiglia, la quotidianità.
“Sì, perché certe cose raccontano più di tante dichiarazioni. Mia madre, per esempio, preparava queste insalatone enormi, con dentro di tutto. Formaggio, lattuga, spumante, pan di Spagna. Però magari mancava il riso. E quando le chiedevo: ‘Ma nell’insalata di riso il riso non c’è?’, lei rispondeva: ‘Ma perché, nell’insalata di riso ci vuole il riso’. Sono ricordi così che sul palco diventano racconto, perché hanno dentro casa, voce, carattere e amore”.
In “Bello di Mamma!” torna anche la satira di costume. Oggi però il costume passa molto attraverso social network, app e tecnologia.
“Assolutamente sì. Oggi ci sono applicazioni che sembrano sapere perfettamente quando siamo più fragili e riescono a venderci cose di cui non abbiamo alcun bisogno. È un mondo affascinante e anche un po’ inquietante. Io non faccio battaglie contro la tecnologia, sarebbe inutile. Cerco di osservarla e di raccontarla con ironia, perché dietro ogni algoritmo ci sono sempre persone con le loro paure, le loro manie e i loro desideri”.
Che pubblico immagina davanti a questo spettacolo?
“Immagino persone che hanno avuto una madre, che l’hanno persa, che la sentono ancora, che magari non le hanno detto tutto. Ma immagino anche figli che sorridono pensando a una frase, a un rimprovero, a una telefonata, a un piatto preparato sempre nello stesso modo. “Bello di Mamma!” parte dalla mia storia, però non vuole restare solo mia”.
Ad accompagnare Brignano in “Bello di mamma!” ci sarà inoltre un’orchestra composta da 10 elementi e 2 coriste.
Le musiche dello spettacolo sono curate da Andrea Perrozzi. Scene di Marco Calzavara, disegno luci di Marco Lucarelli. Per i costumi si ringraziano Paolo Marcati e la sartoria D’Inzillo Sweet ModeI biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne e in tutti i punti vendita autorizzati.