SAN BENEDETTO PO Rabbia, sdegno e profonda preoccupazione tra i residenti e l’opposizione “Insieme per San Benedetto Po”: una maestosa farnia (Quercus robur), con un’altezza superiore ai venti metri e un diametro del tronco imponente, è stata brutalmente e irrimediabilmente capitozzata venerdì mattina presto lungo la strada provinciale per Quistello (SP 496). L’albero, un autentico monumento naturale della pianura padana in perfetto stato vegetativo, è stato privato di due terzi di chioma, contravvenendo ad ogni buona pratica forestale. La vicenda ha fatto scattare l’immediata mobilitazione dei consiglieri comunali di minoranza, Luana Grossi e Oscar Porcelli, che dopo aver documentato lo scempio con rilievi fotografici hanno allertato gli uffici comunali per cercare di fermare l’abbattimento totale e chiarire la dinamica dell’accaduto. L’azione dei consiglieri ora coinvolge l’Amministrazione comunale con il deposito di un’articolata interrogazione indirizzata al Sindaco Roberto Lasagna e all’Assessore all’Ambiente Antonio Bernardelli.Al centro della contestazione politica vi è una grave lacuna conoscitiva negli strumenti urbanistici comunali: la quercia non risultava censita nella Carta del Paesaggio del PGT. Con l’interrogazione, il gruppo consiliare chiede conto di come sia stato possibile omettere l’albero dalla specifica classificazione di “Albero isolato”, passaggio che avrebbe costituito parte della base istruttoria fondamentale per avviare l’iter di riconoscimento come albero con vincolo paesaggistico ai sensi della Legge 42/2004, garantendogli tutele inderogabili e un regime sanzionatorio molto severo contro tagli e capitozzature.Nonostante l’omissione cartografica, l’intervento si porrebbe comunque in contrasto con l’Articolo 25, comma 3 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PGT vigente, che vieta il taglio indiscriminato di alberi isolati nei campi e lungo i margini stradali, subordinando qualsiasi intervento a preventiva denuncia formale, perizia asseverata di effettivo pericolo e all’obbligo vincolante di reimpianto compensativo. Sotto il profilo tecnico ed ecosistemico, l’esemplare sorge in un contesto territoriale a massima valenza naturalistica e idraulica. Ricade formalmente all’interno del “Corridoio regionale primario a bassa e moderata antropizzazione” della Rete Ecologica Regionale (RER) e nel corridoio ecologico del PTCP, il Piano Territoriale per il Coordinamento Provinciale del Mantovano. Inoltre, trovandosi in un’area a rischio idraulico di classe P1 soggetta a possibili esondazioni, la sua estesa massa fogliare e radicale garantiva servizi insostituibili di regimazione idrica e stabilità del suolo.I consiglieri chiedono alla Giunta una revisione complessiva del quadro ricognitivo del PGT e lanciando contestualmente una campagna civica aperta alla cittadinanza: inviare foto e segnalazioni di tutti i grandi alberi isolati e storici sparsi nelle campagne di San Benedetto Po per verificarne lo stato di tutela e blindarli prima che nuove motoseghe cancellino il patrimonio verde storico del territorio.




























