CAVRIANA Tiene ancora banco a Cavriana la vicenda che riguarda le nuove scuole in via Croce Bianca. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il sindaco Matteo Guardini ha voluto fare chiarezza e rispondere ton sur ton alla minoranza. «Il fatto che il Comune sia senza soldi non è una novità: da molti anni prima del mio insediamento si usa l’anticipazione di cassa e i conti sono in rosso – spiega Guardini – Si tratta di una brutta abitudine che stiamo cercando di rimuovere. L’abbiamo ridotta della metà, il che significa che la nostra operazione di risanamento funziona». Il sindaco entra poi nel merito del quadro economico delle scuole, documenti alla mano: «L’amministrazione Cauzzi ha iniziato la rendicontazione solo nel 2023, dopo che i lavori sono stati aggiudicati nel 2021 per un importo post-gara inferiore a quello pre-gara. Il Miur ha infatti trattenuto circa 500mila euro, come riporta bene il Rup di allora alla giunta. A giugno 2023 il Comune spende poco più 170mila euro a favore della ditta e a novembre si approva la variante, finanziata in parte con quei soldi che il Miur aveva trattenuto. Ancora una volta il Rup informa l’amministrazione comunale di allora. Così si spiegano le spese per la scuola, che la mia amministrazione ha solo ereditato: sono informazioni in possesso di chi ci attacca, che sapeva e non ha parlato». Guardini passa quindi al controattacco: «La giunta precedente era quindi informata del fatto che fosse stato il ministero a trattenere dei soldi. Ora chi è in minoranza sobilla i cittadini, quando la mia amministrazione sta in realtà sistemando il caos creato da altri. Guardiamo avanti, ma siamo stati obbligati a guardare indietro a causa dei problemi lasciati da chi ci ha preceduto. Questi avevano dichiarato la fine dei lavori a dicembre 2023, quando io non ero nemmeno candidato sindaco». Intanto dal Comune è arrivata una diffida alla ditta costruttrice per aver rifiutato di consegnare le chiavi dell’edificio. Così Guardini: «L’impresa ha chiesto 200mila euro in più per darci l’edificio: 100mila di interessi, 43mila di spese legali ma soprattutto 57mila per rifare il manto della palestra, che era inadatto se si è deformato in estate. Come possiamo fare il collaudo che richiedono se prima non ci fanno entrare? Il Comune non pagherà se non a fronte di una condanna del giudice. Abbiamo la Corte dei Conti in casa? Mi fa piacere, ci aiuta a fare ordine con quello che altri ci hanno lasciato». La ditta costruttrice ha restituito la diffida al mittente, diffidandolo a sua volta. Nella lettera inviata dai legali dell’impresa al Comune si legge: «L’ente risulta gravemente inadempiente ai suoi obblighi di pagamento e sembra che voglia agire in violazione delle norme di legge per la consegna dell’edificio». Viene poi ventilata la possibilità di rivolgersi al Prefetto per instaurare un tavolo tecnico per dirimere la questione. Insomma, la vicenda è lontana dal suo epilogo e gli aggiornamenti sono all’ordine del giorno.









































