CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Nella notte tra domenica e lunedì è venuto a mancare l’artista Stefano Nardi, 86enne pittore e da molti anni residente a Castiglione. Nardi era nato a Rivalta sul Mincio ed era cresciuto tra tra Verona e Mantova, per poi stabilirsi definitivamente a Castiglione delle Stiviere. «Nardi era un pittore sopraffino – lo ricorda Gianfranco Ferlisi, curatore della Galleria d’arte moderna di Palazzo Menghini -, uomo di rara sensibilità, spirito inquieto e visionario capace di tradurre in immagini ciò che molti di noi non sanno nemmeno nominare. Nardi ha attraversato il secondo Novecento con lo sguardo attento di chi osserva la realtà per trasformarla, rivelarne le ferite, dare voce a ciò che soffre e resiste. Autodidatta con la caparbietà dei grandi, ha fatto dell’arte il proprio destino. Il segno nervoso e poetico, l’uso misurato e tragico dei colori come rosso, nero e un incarnato livido, hanno dato forma a una pittura radicale, che non arretra davanti al dolore. Nelle sue ultime opere, quelle esposte nella sua ultima personale al Meneghini, le donne non sono solo muse, ma testimoni di un’umanità battuta e luminosa. I loro volti, affilati o gonfi di lacrime, sono icone contemporanee, accuse silenziose, specchi che restituiscono un mondo che ancora oggi non sa rispettare. Chi ha conosciuto Nardi – sono le parole di Ferlisi – sa che dietro ogni tela c’era una domanda. E dietro ogni domanda, un dolore condiviso. L’arte, per lui, non era solo bellezza, ma missione: contro la violenza, contro l’arroganza, contro il falso mito dell’efficienza». «Con Nardi perdiamo non solo un artista intenso – aggiunge dal canto suo il sindaco Enrico Volpi -, ma un testimone scomodo e umanissimo. Un uomo che ha scelto il crinale difficile tra etica ed estetica, tra lirismo e denuncia. La comunità castiglionese si stringe attorno ad uno dei suoi più ispirati e prolifici testimoni di un arte che stupisce ed interroga al tempo stesso».









































