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Polemica a Guidizzolo: “Paese vivo e in crescita? Forse il sindaco vive da un’altra parte”

GUIDIZZOLO – Le recenti dichiarazioni del sindaco Stefano Meneghelli sull’apertura di nuovi esercizi commerciali nel paese hanno provocato la pronta risposta del gruppo di minoranza Vivere Guidizzolo. Secondo Claudia Morselli e compagni, le parole entusiaste del primo cittadino destano perplessità: «Non sappiamo davvero come sentirci: se presi in giro o residenti in un paese che non sia Guidizzolo. Forse il fatto che il sindaco sia domiciliato a Mantova ha creato in lui un po’ di confusione e forse non distingue bene il perimetro del proprio paese. O più probabilmente evidenzia solo ciò che gli fa più comodo». La replica tagliente della minoranza intende offrire una panoramica più ampia di quella che Meneghelli ha portato all’attenzione nei giorni scorsi: «È vero che sono state aperte alcune attività, e ne siamo felicissimi, ma diverse altre sono cessate. Di queste, numerose sono storiche, anzi, storicissime: aziende e negozi che nei decenni hanno arricchito il tessuto economico guidizzolese e che non hanno trovato sostituti o subentri. Hanno chiuso: due bar, un ristorante, una pizzeria, un negozio di articoli per animali, due fiorerie, il calzolaio, un parrucchiere, due onoranze funebri, un’ortofrutta, un mobilificio, una trattoria, una birreria ristorante, due minimarket. Alcuni, peraltro, sono in liquidazione totale e cesseranno entro l’anno». Stando a quanto sostiene la minoranza, va poi considerato un altro dato preoccupante: «Tra chi ha aperto di recente, bisognerà vedere chi riuscirà a reggere perché la pressione fiscale è altissima. Non ci pare che l’amministrazione stia proponendo politiche particolari per agevolare la crescita di Guidizzolo. Non basta trovarsi su un asse geografico e viario strategico tra Brescia e Mantova e avere imprenditori illuminati e coraggiosi. Serve un aiuto concreto da parte delle istituzioni». Oltre a tutto ciò, conclude il gruppo di Morselli, quella dell’integrazione culturale è una questione che non può più essere rimandata: «Quasi tutte le attività aperte citate dal sindaco sono condotte da cittadini stranieri che negli ultimi vent’anni sono passati dal 5% al 18% della popolazione. Un cambiamento che, per quanto spiaccia constatarlo, sta portando i cittadini di origine italiana a cambiare paese. Persino a scuola: le famiglie iscrivono i figli in scuole che non sono quelle guidizzolesi». (fraga)