Mantova Un progetto triennale da 525mila euro rilancia la tutela delle Valli del Mincio, grazie al finanziamento di Fondazione Cariverona. Il piano, illustrato ieri, prevede azioni di contenimento delle specie invasive ludwigia e fior di loto tra il 2026 e il 2028, interventi di piantumazione per rafforzare la Rete Ecologica Regionale e attività di educazione ambientale rivolte a scuole e cittadini. Una sfida centrale sarà trasformare gli sfalci in risorsa: uno studio sulla canna palustre valuterà la possibilità di avviare nuove filiere di economia circolare.
«Servono azioni sinergiche e stabilmente finanziate: il mecenatismo è finito», ha osservato il presidente del Parco Maurizio Pellizzer. L’assessore Andrea Murari ha rimarcato la necessità di «interventi strutturali per la manutenzione delle valli e un presidio quotidiano», lodando «la grande capacità del Parco di intercettare risorse straordinarie». Per il sindaco di Porto Mantovano, Maria Paola Salvarani, «le azioni partono dal rispetto del territorio, che significa prendersene cura», mentre il sindaco di Rodigo Gianni Grassi ha parlato di valli come «parte viva dell’identità delle comunità».
Il monitoraggio sarà affidato all’Università di Trento, con la collaborazione della Riga Technical University. «Dati e metodi per riequilibrare un ecosistema cruciale» ha spiegato il prof. Luca Adami. «Cariverona deve ringraziare voi – ha aggiunto Alberto Marenghi -. Ogni anno la Fondazione eroga 25 milioni nei cinque territori di riferimento: Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona. Lo fa attraverso bandi competitivi e il progetto del Parco è stato selezionato fra oltre 40 candidature.
“Capitale Natura” non è un titolo casuale: vuol dire investire per proteggere l’ambiente, valorizzare capitale umano e promuovere innovazione». L’investimento complessivo ammonta a 525mila euro, di cui 380mila erogati da Fondazione Cariverona e 125mila cofinanziati da Parco del Mincio (100mila euro) e dai partner (25mila euro). Obiettivo finale: meno specie infestanti, più biodiversità e una cittadinanza partecipe nella cura del capitale naturale comune.
Antonia Bersellini Baroni








































