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Castel Goffredo, colto da crisi epilettica al volante finisce nel fosso: salvato dal sangue freddo dei Carabinieri

CASTEL GOFFREDO. Un dramma automobilistico si è trasformato in una storia a lieto fine grazie alla prontezza e al sangue freddo di due militari dell’Arma. Nella mattinata di ieri, 23 luglio, un cittadino ha allertato il 112 dopo aver notato un’autovettura grigia finita all’interno di un fosso lungo la S.P. 8. 
La centrale operativa della Compagnia di Castiglione delle Stiviere ha immediatamente inviato sul posto la pattuglia della Stazione locale, guidata dal Comandante Luogotenente Nicolò Di Marzo con il carabiniere Francesco Perulli, in quel momento impegnati nei servizi straordinari di controllo del territorio. 
Una corsa di 200 metri nei campi
Raggiungere il veicolo non è stato semplice. L’auto aveva infatti percorso oltre 200 metri all’interno di un terreno agricolo privato, finendo in una zona impervia e completamente isolata rispetto alla carreggiata. Una volta individuato il mezzo, i Carabinieri si sono trovati di fronte a una scena drammatica: al volante c’era un uomo in preda a una violenta e vistosa crisi epilettica. Il conducente, ormai in arresto respiratorio e cianotico, rischiava la vita.
Le manovre di primo soccorso e i soccorsi del 118
I due militari hanno agito con assoluta determinazione: hanno estratto l’uomo dall’abitacolo e gli hanno immediatamente liberato le vie aeree, prestando attenzione affinché non si soffocasse o si mordesse la lingua. Nel frattempo, date le difficoltà logistiche della zona in aperta campagna, uno dei Carabinieri ha dovuto correre a piedi verso la strada principale per intercettare e guidare l’ambulanza del 118, che faticava a localizzare il punto esatto del sinistro. 
L’infortunato – un cittadino ghanese di 67 anni residente a Casaloldo – è stato così affidato al personale sanitario. L’uomo è stato trasportato d’urgenza in codice giallo all’ospedale civile Carlo Poma di Mantova, dove si trova ora ricoverato nel reparto di neurologia. L’efficacia dell’intervento è stata resa possibile grazie alla preparazione tecnica e ai corsi di primo soccorso periodicamente seguiti dai militari dell’Arma.