Maltrattamenti nella casa-famiglia: a giudizio i collaboratori della super-mamma

MANTOVA Aperto e rinviato. Il processo per maltrattamenti nella casa- comunità di Germana Giacomelli, la super-mamma prima premiata dal presidente della Repubblica e poi indagata dalla procura della Repubblica di Mantova, doveva iniziare ieri mattina ma è slittato alla prossima settimana per l’incompatibilità di uno dei giudici del collegio del tribunale. Il blitz della procura era scattato alla vigilia di Natale del 2019. Nel frattempo la “super-mamma” è venuta a mancare, ma l’indagine è andata avanti e a processo sono finiti i suoi collaboratori, Pietro Foroni, Fabrizia Giacomelli e Anna Elisabetta Zanini, difesi dagli avvocati Cedrik Pasetti e Mara Rigoni. L’indagine, nata da un servizio del programma Tv di Italia 1 Le Iene, La “super-mamma”, come tutti la definivano, aveva trasformato la sua casa in una comunità, con i figli naturali e adottivi, accogliendo in circa 30 anni 121 bambini e ragazzi difficili, minorenni che le erano stati affidati da vari tribunali per sottrarli a condizioni di disagio e di violenza. Il gip di Mantova però aveva emesso nel dicembre del 2019 nun ordine di allontanamento dalla casa per la Giacomelli e un suo collaboratore, accusati di maltrattamenti aggravati e continuati sino al 2019 ai danni di ragazzi, in prevalenza minorenni e qualcuno di loro disabile, affidati alla casa famiglia. A lanciare le accuse nel marzo di sei anni fa, erano stati cinque ragazzi ex ospiti, una ragazza che ancora si trovava in casa famiglia, oltre ad una ex collaboratrice. Si erano rivolti al programma televisivo Le Iene e avevano rivelato quelli che loro definivano gli «orrori» della casa famiglia di Cavriana. Le indagini erano scattate quasi subito e grazie all’acquisizione di documenti, di informazioni e intercettazioni ambientali, era scattato il provvedimento di allontanamento. Un fatto a dir poco clamoroso, visto che solo un anno prima il Capo dello Stato, Sergio Mattarella aveva inserito Germana Giacomelli tra i 32 “eroi civili” dell’anno e insignita dell’onorificenza di commendatore per “aver dedicato tutta la sua vita all’accoglienza e all’inclusione di minori in condizioni di disagio e abbandono”. Germana Giacomelli era sopravvissuta solo un paio di mesi a quell’indagine. Il processo ai suoi collaboratori, invece, forse inizierà la prossima settimana.