Trame sonore – La musica trova nuova casa al Museo Virgilio

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Mantova Bastano poche note. Il tappeto di arpeggi del pianoforte di Alexander Lonquich, il legato sensualissimo, tra confessione e reticenza, del violoncello di Enrico Bronzi, ed è subito Trame Sonore. Poche battute, dicevamo, ed eccoci, ancora una volta, irretiti dal sortilegio del grande camerismo servito attraverso assaggi multisensoriali incastonati tra palazzi e piazze, tra giardini e musei. Quattro giorni che l’esperienza dell’ascolto dilata e cristallizza, come bene sottolineava Carlo Fabiano nel discorso inaugurale. Cosa scegliere, allora? Quale trama sposare, delle tante tese da quest’edizione? Ieri, nella calura del primo pomeriggio, noi optavamo per quella dedicata a Shostakovich, nei 50 anni dalla scomparsa. A cantarne il dolore, la pietà, l’amara, corrosiva ironia era il pianoforte di Georgy Tchaidze, statuario interprete, alla Galleria degli Specchi, della rara Seconda Sonata in Si minore op.61, composta in memoria dell’amato docente Leonid Nikolayev. Uno scandaglio, il suo, che lasciava affiorare, dal pungente brusio delle quartine iniziali, il canto infinito di cui questa pagina si nutre; un canto smozzicato, soffocato ma tenacemente vittorioso, nel suo snodarsi tra paesaggi di astratta desolazione. Sulla natura morta di questo universo di pietre, di questo regno minerale, Tchaidze, con la sua strumentalità bronzea, srotolava un affresco pungolato dall’ossessivo pulsare di note gravi come echi funebri che, una volta imboccato il sentiero del terzo movimento, da erratico si faceva alchemico, nel motto che, via via, assumeva la fisionomia della cifra D-S-C-H- che, del compositore, è la firma segreta. E di rigore e libertà, di ferree geometrie servite sul vassoio di un’articolazione d’acciaio e di ardita fantasia, viveva anche il Bach offerto da Sergei Malov al numeroso pubblico del Museo Virgilio. Del Kantor, tra i riferimenti sommi nella musica dello stesso Shostakovich, due pagine tra le più celebri venivano proposte da angolazioni insolite: la Toccata e Fuga in Re minore BWV 565, trascritta dallo stesso Malov, trovava qui le sfumature espressive del violino. La Quinta Suite per violoncello solo in Do minore BWV 1011, la più introspettiva, la più meditativa delle sei, approdava al violoncello da spalla. Oggi, alle ore 19, questi due musicisti si esibiranno insieme alla Rotonda di S. Lorenzo. Un momento di musica da non perdere, tra le mille trame di questo Festival dell’incanto.