CASTELBELFORTE – Un evento nell’evento. È quello che ha avuto luogo sabato sera nel corso della fiera settembrina di Castelbelforte alla presenza, tra gli altri, del prefetto Roberto Bolognesi e del vescovo Marco Busca, reduce dalla celebrazione eucaristica nella vicina San Giorgio per l’insediamento dei nuovi parroci in solito dell’Unità Pastorale della Visitazione. La fiera, fresca della ritrovata centralità nella storica location di piazza IV Novembre, ha celebrato in anticipo il prossimo Carnevale e la Corte di Madame Favetta con un apposito spazio filatelico di Poste Italiane allestito in via Rossi. Tre le cartoline di nuova emissione per celebrare la maschera locale e la manifestazione cardine del paese, che, grazie al costante impegno dell’Acs, sono ormai conosciute un po’ ovunque, e finanche per valorizzare il senso di appartenenza e la memoria collettiva. L’annullo speciale sarà depositato presso lo Sportello Filatelico dell’Ufficio Postale di Mantova centro sito in piazza Martiri di Belfiore per i sessanta giorni successivi, al fine di soddisfare le richieste dei collezionisti, per poi essere depositato presso il Museo Storico della Comunicazione di Roma per entrare a far parte della collezione storico postale. Accanto al sindaco Massimiliano Gazzani, al vice Stefano Bauli, all’assessore Francesca Andreani e alla presidente dell’Acs (Associazione cultura e spettacoli) Mara Negri, c’erano anche il presidente della Provincia Carlo Bottani, il vicepresidente del Coordinamento dei comitati carnevaleschi di Verona Antonio Soffiati e la vicaria del provveditorato agli studi di Mantova Paola Pecchini, tutti concordi nell’evidenziale la centralità dell’associazionismo e nell’elogiare il mondo del volontariato che tiene vive le tradizioni locali. I tre giorni di “Non solo Fiera” sono trascorsi tra arte (molto apprezzata l’iniziativa “Castei Art” con l’esposizione delle opere degli artisti del posto), musica, spettacoli sport, banchetti solidali e gastronomia. Tra i piatti serviti le specialità De.Co. del territorio, vale a dire il riso con i saltarei e il riso alla pilota dei Castei. Un denominazione di cui presto potrebbero fregiarsi anche le tipiche favette locali che da un secolo si sfornano in paese.





























