SORGA’ / EST MANTOVANO – Parola d’ordine: non abbassare la guardia. Il Comitato Antidiscarica Car Fluff si rinnova nel suo direttivo e rilancia la battaglia contro la discarica da demolizioni d’auto che la società RMI/RMB vorrebbe realizzare il località Pontepossero di Sorgà, al confine con il Mantovano. È quanto emerso durante l’assemblea pubblica tenutasi presso la sala civica di Bonferraro, che peraltro ha raccolto l’adesione di oltre sessanta cittadini. In quella sede il Comitato ha indirizzato una specifica richiesta all’amministrazione comunale di Sorgà guidata dal sindaco Paola Bedoni: ritirare la delibera approvata dalla sua maggioranza nel corso dell’ultimo consiglio «poiché rischierebbe di vanificare tutto il lavoro portato avanti fino ad ora dalla precedente amministrazione e da quelle limitrofe, sia veronesi che mantovane». «Ignorare i dati che ci hanno fatto vincere al Tar lo scorso 7 gennaio sulla scorta di dati e analisi attendibili e corrette, quelle che la stessa ditta non era riuscita a smentirle né davanti ai tecnici né in tribunale, è un azzardo molto pericoloso, che potrebbe prestare il fianco alle velleità della ditta. Ecco perché – proseguono dal Comitato – stentiamo a comprendere tutto questo zelo nell’accettare di valutare i nuovi rilievi già fatti dalla ditta e ora controllati dal nuovo geologo del Comune (già consulente in passato della stessa RMI, ndr)». Insomma, la preoccupazione generale è ancora tangibile in quanto la società, solo apparentemente defilata negli ultimi mesi quando in realtà s’è rifatta viva bussando alle porte di più amministrazioni della zona, verosimilmente si sta muovendo per ripresentare lo stesso progetto già bocciato dal Tar, e questo nonostante le indagini tecniche abbiano dimostrato che così come configurato può generare rischi per la salute e l’ambiente, perché il fondo della discarica è troppo vicino alla falda acquifera (distanza reale 0,67 metri dal piano di campagna a fronte dei 2 metri previsti dalla legge, ndr). «Per quanto osservato e coscienti che mai avrebbe rinunciato al proprio proposito d’insediamento, speravamo che la RMI si adoperasse per modificare tale progetto in modo da “sollevare” la discarica sopra il livello del terreno; all’opposto ha invece optato per rifare le indagini e, per quello che ci è dato sapere, non per migliorare il progetto bensì per ripresentare probabilmente la stessa discarica già bocciata. Si tratta – dicono ancora dal Comitato – dell’ennesima occasione persa per gestire in modo trasparente e secondo il principio del benessere collettivo una questione diventata ormai sovracomunale». Da qui le tre richieste rivolte all’amministrazione: il ritiro della delibera, una presa d’atto ufficiale di rinnovata opposizione verso la discarica e rafforzare la collaborazione con gli enti locali contermini per difendere il territorio.
Matteo Vincenzi









































