CURTATONE – Prima la telefonata del presunto funzionario di banca spacciatosi come addetto all’assistenza clienti: «Ci sono operazioni sospette sul suo conto». Poi la chiamata del complice. «Signora, le manderemo durante la mattinata un nostro incaricato con il quale potrà visionare la documentazione che ci è pervenuta, cercando insomma di sistemare la situazione».
Un attimo di comprensibile esitazione, dopodiché l’87enne residente a Curtatone, comincia a chiedere delucidazioni: «Scusate, ma il conto corrente di famiglia è intestato a mia figlia, perché contattate me?». Una domanda che per qualche istante sembrava aver fatto desistere chi si trovava dall’altra parte della cornetta, tanto da spingerlo a riattaccare. Tempo pochi secondi ed ecco la nuova chiamata: «Signora, sono dei carabinieri, ci ha allertato la sua banca. Avremmo bisogno di incontrarla per porre fine al tentativo di imbroglio. Tra un’ora potemmo essere lì da lei». Sul telefonino della vittima appare anche la dicitura “Carabinieri Pronto Intervento 112”, ma la pensionata, memore dei suggerimenti ricevuti dai militari dell’Arma, quelli veri, nel corso di un incontro pubblico, non si scompone: «Adesso chiamo un amico di mia figlia che è un vostro collega».
Matteo Vincenzi








































