«I dati ci mostrano un trend decisamente positivo, lo sapevamo già ma giova sempre ribadirlo. L’agricoltura da sempre investe in innovazione, applicata a tutti i suoi settori produttivi, e gli investimenti danno sempre i loro frutti, in questo caso sulla qualità di aria e acqua».
Questo il commento del presidente di Confagricoltura Mantova, Andrea Pagliari, a margine della presentazione del rapporto tra attività agricole, qualità dell’aria e tutela delle risorse naturali andato in scena nella giornata di ieri alla sede del Parco del Mincio, con la regia di Regione Lombardia e, nello specifico, dell’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi.
«L’obiettivo – ha spiegato Beduschi – è quello di sfatare luoghi comuni che attanagliano il comparto primario, rivedere i parametri e, di fatto, rovesciarli. L’agricoltura è amica dell’ambiente, non sua nemica come troppo spesso si vorrebbe far credere. Aziende e imprenditori agricoli sono i primi custodi del territorio. In Lombardia la zootecnia è parte integrante dell’economia circolare: valorizza sottoprodotti agricoli, produce fertilizzanti organici e contribuisce alla produzione di energia rinnovabile come biogas e biometano».
Importanti le riflessioni per quanto riguarda la qualità dell’aria: le cosiddette polveri sottili (o particolato fine) si formano perlopiù a causa di traffico veicolare, attività industriali e riscaldamenti domestici, con l’agricoltura responsabile solo in minima parte, e solo quando l’ammoniaca si lega ad altri particolari elementi.
Anche sul fronte climatico occorre sfatare tabù: la zootecnia contribuisce alle emissioni di gas serra per una quota stimata tra il 7 e il 9%, con solo il 4% direttamente correlato con l’attività di allevamento. Qui i passi avanti fatti negli ultimi anni sono stati importanti: copertura delle vasche di stoccaggio reflui, bandi per l’acquisto di interratori, miglioramento dell’alimentazione animale e sviluppo dell’agricoltura di precisione. Analogamente, anche la presenza dell’azoto è da tempo regolata da norme europee molto stringenti.
Quanto alla gestione delle acque, anche in questo l’agricoltura è da sempre pioniera. Il mantenimento dei suoli agricoli e la diffusione di corretti metodi di irrigazione contribuiscono in maniera decisiva al mantenimento e alla ricarica delle falde acquifere. La tecnologia inoltre consente di consumare sempre meno acqua, e di farlo in maniera sempre più mirata.
«Confagricoltura – ha proseguito il presidente Pagliari – è da sempre dalla parte della scienza applicata alla ricerca. Alla luce di quanto presentato da Regione Lombardia, la domanda è “chi vuole l’agricoltura di una volta?”. L’idea di un settore primario “bucolico” non è più sostenibile, oggi siamo il settore produttivo più importante, e come tale dobbiamo essere trattati».
«La corretta gestione delle acque – ha aggiunto Filiberto Speziali, presidente del Consorzio di bonifica Territori del Mincio e associato a Confagricoltura Mantova – è un aspetto fondamentale. Come Consorzio, stiamo portando avanti progetti importanti legati all’automazione nei canali, per poter far defluire così più acqua ai laghi e migliorarne l’ecosistema. Da questo punto di vista il Contratto di fiume rappresenta un’operazione decisamente positiva».








































