BARCELLONA (Spagna) L’attesa è finita. Oggi prende il via da Barcellona la 113ª edizione del Tour de France e, per Edoardo Affini, sarà l’occasione per mettersi alle spalle la brutta caduta alla crono tricolore di meno di 10 giorni fa, che aveva fatto subito temere il forfait. Invece a tempo di record è riuscito a recuperare e sarà al via della cronosquadre. «Abbiamo svolto le visite e le risonanze di controllo per accertarci che tutto fosse regolare – spiega – Ogni giorno ho notato un lieve miglioramento nei movimenti». Il corridore mantovano della Visma-Lease a Bike si appresta infatti a disputare per la seconda volta di fila la Grande Boucle, completando così la presenza in tutti e tre i Grandi Giri dopo le esperienze al Giro d’Italia e alla Vuelta di Spagna. Il Tour scatterà con una cronometro a squadre di 19,7 chilometri interamente disegnata sulle strade di Barcellona, una prova che potrebbe già mettere in evidenza le squadre più attrezzate e nella quale Affini proverà a far valere le sue qualità di specialista delle prove contro il tempo, anche se ovviamente la condizione non è al massimo. «In condizioni normali la cronosquadre – spiega Edo – sarebbe stata uno dei miei punti di forza. Spero comunque di riuscire a dare un contributo importante e di aiutare la squadra». La partenza è alle 17.05, la Visma scatta per penultima alle 18.50 e a seguire alle 18.55 la UAE di Pogacar. La corsa proseguirà poi fino al 26 luglio attraverso 21 tappe e oltre 3.300 chilometri, con un percorso ricco di montagne e arrivi iconici che culminerà, come da tradizione, a Parigi sugli Champs-Élysées. Per il campione europeo a cronometro si tratta di un traguardo importante e dell’occasione per mettersi al servizio della formazione olandese, una delle grandi favorite della corsa, dando il proprio contributo nelle tappe pianeggianti, nelle cronometro e nelle delicate fasi iniziali della gara. Sarà fedele scudiero di Jonas Vingegaard nella battaglia per la maglia gialla contro lo sloveno Tadej Pogacar. «Se Jonas arriverà in maglia gialla a Parigi, per noi sarà sicuramente un risultato molto positivo. Da parte mia sarò soddisfatto se riuscirò a fare bene il lavoro che mi viene richiesto e, possibilmente, a dare anche qualcosa in più».






























