Home Cronaca Bilancio 2026, casse vuote: il dopo Palazzi sarà in salita

Bilancio 2026, casse vuote: il dopo Palazzi sarà in salita

MANTOVA – E’ appena iniziata la maratona che accompagnerà l’ultima sessione di bilancio della amministrazione Palazzi. Un mese intenso di commissioni consiliari e di confronti tra i gruppi consiliari che porteranno all’adozione del futuro documento contabile di via Roma 39. “I numeri sono già tutti scritti nero su bianco – afferma il capogruppo di Forza Italia Mantova Pierluigi Baschieri -, ma non sono più quelli degli anni d’oro in cui la congiuntura economica favorevole ha portato nelle casse comunali ben 35 milioni di euro grazie al Piano di Ripresa e Resilienza (Pnrr) voluto dall’Unione Europea che con i co-finanziamenti comunali ha generato opere pubbliche per un valore di 60 milioni di euro. I nastri da tagliare da qui alla prossime elezioni amministrative sono una ventina e Palazzi è pronto a chiudere in bellezza. Dopo di lui tutto cambierà a prescindere dal fatto che il suo successore possa essere di centrosinistra o di centrodestra, a certificare uno scenario non roseo per il prossimo primo cittadino è il bilancio di previsione per l’anno 2026. Sono le opere pubbliche ad essere fortemente ridimensionate rispetto al passato, nel prossimo esercizio economico si registra una spesa di 11.775.000 euro di cui soli 6.97 milioni di euro derivanti da fondi comunali. In soldoni: la metà del denaro necessario per avviare qualsiasi lavoro pubblico se la dovrà cercare il prossimo sindaco bussando alle porte dello Stato e della Regione Lombardia perché la cassa comunale è quasi vuota. Non è un caso che le opere principali del piano triennale dei lavori siano tutte state differite al 2028, tra cui: secondo lotto del Podestà, recupero del teatro Bibiena, valorizzazione della Rocca di Sparafucile, riqualificazione di via Verdi ed Attilio Mori. Se per gli investimenti il piatto piange per i servizi la spesa corrente cresce passando dai 75,5 ml di euro ai 78,3. Quasi tre milioni in più che nascondono una maggiore rigidità delle spesa pubblica dovuta all’incremento della spesa per il personale (24,5 ml di euro), per la manutenzione del verde (3,4 ml di euro), per l’illuminazione pubblica (2,5 ml di euro) e per le spese elettorali (320mila euro). La vera novità viene dall’incremento dei rimborsi per i tanti mutui attivati durante il lungo mandato Palazzi che porterà l’ente comunale a rimborsare agli istituti di credito 2.029.649 euro, circa 500mila euro in più rispetto al 2025 per interessi passivi. Gli ultimi mutui per la rigenerazione urbana dell’area di San Nicolò e del Gradaro hanno il loro peso. Per il centrosinistra sembra non essere un problema grazie a Tea Spa che staccherà dividendi nel 2026 per ben 10,5 milioni di euro e per un previsione in crescita delle sanzioni da codice della strada attesa oltre i 6 milioni di euro. A questo punto è legittimo domandarsi quale sarà il margine di manovra economica per il successore di Mattia Palazzi”.