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Calcio Serie B – Mantova, Possanzini al Sudtirol allontana il rischio di una partenza di Trimboli

MANTOVA Simone Trimboli si “riavvicina” al Mantova. Precisazione: non si è mai realmente allontanato, anche perchè al club di viale Te è legato da un contratto in scadenza il prossimo anno. Tuttavia, l’offerta dell’Acm per prolungarlo al 2028 (a cifre raddoppiate) finora è rimasta lettera morta. Da qui l’impressione che il calciatore si stia guardando attorno, magari aspettando la grande piazza che possa garantirgli il salto di qualità dopo tre stagioni eccellenti col Mantova. Si era parlato del Verona, del Palermo, dell’Avellino. Solo chiacchiere, in verità. E poi si era parlato di Davide Possanzini, questa sì una variabile non da poco. Già, perché l’ex allenatore dell’Acm è colui che ha lanciato Trimboli ad alti livelli. Tanto da definirlo una volta, a microfoni rigorosamente spenti, «l’unico a cui non potrei mai togliere la maglia da titolare».
Ebbene, fino a due giorni fa Possanzini è stato ad un passo dall’accasarsi alla Sampdoria. Grande piazza, grande club, tra l’altro quello in cui Trimboli è cresciuto. E di cui, per sua stessa ammissione, è sempre rimasto tifoso. Il rischio che Possanzini premesse per portarlo in blucerchiato era alto. Così come quello che in viale Te giungesse un’offerta cosiddetta “irrinunciabile”, unica condizione che avrebbe fatto cedere il presidente Filippo Piccoli.
Invece, ecco il colpo di scena: Possanzini non andrà alla Sampdoria. L’avrebbe rifiutata per l’impossibilità di portarsi l’intero staff che ha lavorato con lui nei due anni e mezzo mantovani. L’ex tecnico biancorosso ha preferito il Sudtirol. Una decisione a sorpresa, ma che rispetta gli standard “possanziniani”: a Bolzano c’è un ds giovane e in gamba con cui lavorare (Matteo Lovisa); una società che si è sempre distinta tra le più serie e affidabili; una programmazione chiara, con un occhio particolare alla crescita e alla valorizzazione dei giovani. Insomma, pane per i denti (e le idee) di Possanzini. Ora, pur con tutti questi pregi, non si può però considerare il Sudtirol alla stregua della Samp, in termini di blasone e seguito. Detto altrimenti: se Trimboli ambisce ad un (legittimo) salto di qualità per la sua carriera, appare improbabile che lo cerchi in Alto Adige. Quel che gli offre il Mantova, in termini di visibilità e considerazione, non sarà certamente meno di quel che riceverebbe a Bolzano.
Ovviamente, nel calcio tutto è possibile. Quindi non si può escludere che Possanzini e il Sudtirol provino ugualmente a convincere Trimboli a lasciare l’Acm – ma, appunto, servirebbe una maxi offerta che non sembra essere nelle corde di un club virtuoso come quello altoatesino. Insomma, la sensazione è che, con l’approdo di Possanzini al Sudtirol, uno degli “spauracchi” che avrebbe potuto allontanare il mediano da Mantova sia venuto meno.
Certo, per Trimboli restano in piedi altre opportunità. Verona, Palermo e Avellino, come dicevamo all’inizio. Forse la stessa Sampdoria, pur orfana di Possanzini. Radiomercato mette in gioco pure la Cremonese, e qui il pensiero va a colui che ha portato Trimboli a Mantova: Christian Botturi, neo direttore sportivo dei grigiorossi. Che magari un tentativo lo farà. Del resto, Cremona è una piazza ambiziosa, mira a tornare presto in Serie A e potrebbe “ingolosire” il giocatore. Resta il fatto che nessuna offerta finora è giunta sul tavolo di Piccoli. E che lo stesso Francesco Modesto, nel caso, ci metterà del suo per non privarsi del ragazzo. Su queste due certezze in viale Te fanno leva.