Home Cronaca Maltrattamenti e botte davanti ai figli: la procura aggrava le accuse

Maltrattamenti e botte davanti ai figli: la procura aggrava le accuse

MANTOVA Dopo anni di convivenza saltuaria, dovuta a continui spostamenti lavorativi di entrambi, nel 2022 si erano quindi stabilente trasferiti in un appartamento comune in città. Ma da quel momento però, stando al mero quadro inquirente, sarebbero iniziati i primi dissidi di coppia sfociati poi in una querela da parte di lei nei confronti dell’allora compagno. Così, sul banco degli imputati, si è ritrovato un 45enne di origine greca accusato dalla ex di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. Una vicenda afferente la normativa sul cosiddetto “codice rosso” e rievocata ieri in aula dalla stessa persona offesa, una cittadina italiana costituitasi parte civile al processo con l’avvocato Marco Messora.
Secondo infatti quanto contestato all’uomo dalla procura di via Poma, questi si sarebbe reso responsabile di plurimi comportamenti violenti nonché vessatori perpetrati fino allo scorso autunno ai danni della convivente, a quanto pare per motivi prettamente legati alla gestione dei loro due figli piccoli.
«Ripeteva di continuo che mi avrebbe portato via i bambini – ha sostenuto la donna – e in un’occasione, sempre durante una discussione per detti motivi, mi aveva anche lanciato contro svariati oggetti tra cui un martello di legno, costringendomi così a fuggire di casa per paura. Inoltre, accusandomi di non voler andare in vacanza dai suoi genitori in Grecia mi aveva pure minacciava di morte». Fino all’episodio clou del 19 ottobre 2025 culminato con l’arrivo di una pattuglia dei carabinieri. In tale circostanza, a fronte dell’ennesimo litigio e nel tentativo di strapparle dalle braccia uno dei due figli, la presunta vittima sarebbe difatti stata aggredita e picchiata congiuntamente con calci e pugni sia dal compagno che dal padre e della madre di lui, nel frattempo arrivati poco prima in Italia dal proprio Paese.
«Ero stata assalita all’improvviso – ha ribadito la teste – con i bambini rimasti per questo a lungo sotto shock». Uno scenario probatorio che ha portato il pubblico ministero Lucia Lombardo ad avanzare altresì in fase istruttoria una richiesta di modifica del capo d’accusa con l’integrazione di ulteriori ipotesi di reato quali tentata sottrazione di minore, tentata violenza privata, percosse a minore oltreché, sulla scorta di un altro addebito, pure quella di violazione di domicilio. Istanza su cui ora il collegio giudicante si è riservato di decidere con seduta aggiornata per tale incombente al prossimo 12 ottobre.