MANTOVA

E’ stata sintetizzata nella parola “omocausto” la repressione che ha riguardato lo sterminio degli omosessuali negli anni del fascismo e del nazismo. Il fenomeno, che ha provocato un numero di vittime che va dai 10 ai 15 mila uomini, è stato analizzato dalla prolusione di Marco Reglia alla cerimonia istituzionale della Giornata della Memoria nell’incontro che si è tenuto ieri al Conservatorio di via della Conciliazione. Il relatore ha parlato davanti ad una vasta platea del tema: “Mascolinità (e femminilità) devianti nel periodo contemporaneo”, un aspetto che gli organizzatori hanno voluto approfondire parlando di uno dei tanti effetti negativi dell’Olocausto. La cerimonia è stata conclusa dal sindaco Mattia Palazzi “Di fronte alla tragedia e al delirio che ha reso possibile l’eccidio- ha osservato il primo cittadino – ripetiamo: questo è il giorno deve restare nella nostra quotidiana memoria, perchè solo così possiamo e potremo essere umani”. All’inizio avevano parlato il presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti e il presidente della Provincia Beniamino Morselli.

La giornata aveva preso il via al Conservatorio con la consegna di nove Medaglie d’Onore ai familiari dei cittadini italiani militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti. La cerimonia è stata aperta dal Prefetto Carolina Bellantoni. Hanno ritirato le medaglie i parenti di Don Costante Berselli, Angiolino Ghizzi Francesco Gozzi, Mario Guerra, Mario Nuvoloni, Silvio Seguri, Umberto Ferrari, Valter Galli e Annibale Lipreri. Sono state consegnate dal sottosegretario all’Interno Luigi Gaetti, dai parlamentari Annalisa Baroni e Matteo Colaninno, dai sindaci di Mantova Palazzi e di Curtatone Carlo Bottani, dal presidente della Provincia Morselli e dal Prefetto Bellantoni. Hanno partecipato all’evento, facendo ascoltare alcuni brani, anche gli studenti delle scuole della provincia ed il coro “Pomponazzo”.

A fine mattinata si è svolto il secondo appuntamento alla Sinagoga in via Govi, dove c’è stato il ricordo degli ebrei deportati. A pronunciare il discorso comunicativo e a leggere i nomi dei 99 ebrei mantovani morti nei campi nazisti è stato il rappresentante della Comunità Ebraica Aldo Norsa. Nel pomeriggio alla stazione ferroviaria, al binario 1, si è ricordato il Porrajmos, la persecuzione su base razziale subita dai sinti e dai rom. L’incontro, introdotto da Carlo Berini, è proseguito con i canti e le preghiere a cura della comunità dei nomadi. Il sindaco Palazzi ha annunciato che al binario 1 sarà collocata una targa per testimoniare il Porrajmos.