Home Provincia Sui ponti dell’Oltrepò i tanti dubbi degli esponenti di Azione

Sui ponti dell’Oltrepò i tanti dubbi degli esponenti di Azione

OLTREPÒ Sulla situazione dei due ponti dell’Oltrepò al centro dell’attenzione in questi ultimi tempi – San Benedetto, per l’annoso cantiere che dovrebbe concludersi a metà 2027, e Ostiglia per un progetto che vedrà la luce solo in futuro – si sollevano i dubbi di Azione che, attraverso i due rappresentanti del direttivo provinciale Alberto Ruberti e Francesco Viola, sollevano più di una criticità su entrambe le questioni. «Sul ponte di San Benedetto si dice che “per metà è terminato” ma, per lo stesso motivo, potremmo dire che “per metà è ancora da fare” – affermano da Azione – A ciò ci aggiunga che la posizione “provvisori a ” in cui si trova il nuovo tratto in alveo rischia di essere una “definitiva ” che durerà diversi anni. Ma, ciò premesso, ci chiediamo: il troncone del ponte in alveo, che poggia su tre piloni definitivi di valle ed ulteriori tre pilastri “appositamente studiati” per il solo posizionamento provvisorio, che non avrebbero dovuto supportare traffico e sicuramente garantiti per un tempo contenuto riferito ai soli mesi di attesa fra demolizione del vecchio e posizionamento definitivo, potrà durare gli anni che ci troviamo a dover attendere?» Tra gli altri dubbi sollevati dagli esponenti di Azione” vi è anche la questione del vecchio tratto in alveo, non più in uso: «Perché mai la demolizione della porzione del vecchio ponte in alveo, tanto ammalorato da essere abbandonato, non è ancora iniziata? – si chiedono – Non vorremmo mai che il suo cedimento potesse compromettere il ponte nuovo; rimane ed è comunque opinione di diversi strutturisti che il ponte vecchio molto difficilmente sarebbe entrato in una fase critica. Con i fondi spesi per gli imbocchi al nuovo ponte, tutti da demolire al momento del ponte in posizione definitiva, ulteriore spesa non prevista, si sarebbe sicuramente dato il via alla realizzazione dei piloni in golena (lato San Benedetto), che senza ombra di dubbio presentano una facilità di esecuzione, senza interferire sul vecchio ponte. Anche questo è sicuramente rapportabile e da inquadrare in una situazione di inefficienza e rinuncia di ogni minima responsabilità da parte della Stazione Appaltante. Quanto sopra ha comportato, comporta e porterà ad incrementare costi che inevitabilmente si tradurranno in un incremento del nostro debito».