“Il raddoppio della tratta ferroviaria Codogno – Cremona – Mantova è un’opera di carattere strategico, perché capace di garantire sia un miglior servizio ai pendolari con un alleggerimento della mobilità su gomma, sia ricadute positive sull’intermodalità e la competitività del territorio. Spesso è facile invocare “più ferrovia”, senza pensare alle inevitabili fasi di transizione e di cantierizzazione, ma chi è davvero portatore di un’autentica cultura di governo sa che sono fasi che vanno governate con lungimiranza per ridurre al massimo i disagi. Mantova e la sua cintura vivono questi lavori sulla propria pelle e meritano scelte di ampia visione, ascolto delle comunità, tempi certi e coperture coerenti” dichiara Alessandra Cappellari (Lega), Consigliere Segretario del Consiglio Regionale.
“La credibilità di questo progetto, anche alla luce del Dibattito Pubblico che ne ha migliorato le soluzioni progettuali, ora non deve essere stravolta dall’ennesima polemica targata PD che, attraverso una narrazione emergenziale di evidente sapore propagandistico (ricordiamo che il tema è stato sollevato dal Sindaco uscente Palazzi che è in piena campagna elettorale), di fatto ha tentato con una mozione (poi ritirata) di scaricare i costi sulla Regione. Mantova invece ha bisogno che lo Stato faccia lo Stato e la Lega è al Governo anche per garantire questo: le grandi infrastrutture nazionali si finanziano con il Contratto di Programma, non con la fiscalità regionale che è dedicata ai temi di competenza regionale. La fretta non deve farci dimenticare che prima si verifica con serietà il quadro tecnico e autorizzativo, in costante interlocuzione con il Ministero e RFI, poi si va verso un piano finanziario definitivo. Così si rafforzano i territori, non con il grido ‘al lupo al lupo’ solo per poter dire poi che la Regione è brutta e cattiva” spiega Cappellari.
“Considerati l’importo ed i tempi tecnici necessari per l’opera, è necessario pensare a dividere il secondo lotto nelle due tratte Piadena-Cremona e Cremona Codogno: in questo modo sarà poi possibile programmare le prime risorse su Piadena-Cremona già nel 2028 e finanziare la seconda parte subito dopo. Si tratta di una proposta concreta e compatibile con i bilanci dello Stato, sempre che si voglia essere credibili e soprattutto si intenda portare a casa l’opera. Pretendere di finanziare tutto insieme non è realismo, ma fumo negli occhi, pura propaganda” conclude Cappellari.






































