MANTOVA Il primo appuntamento del percorso di iniziative che accompagneranno fino al trentennale di Festivaletteratura, ha avuto come protagonista Valeria Luiselli, prestigiosa voce della letteratura internazionale che fu già ospite a Mantova nel 2019 in dialogo con Michela Murgia. Lunedì sera, nella Basilica Palatina di Santa Barbara, la celebre scrittrice messicana ha conversato con Olga Campofreda presentando il suo recente “Principio metà fine”, un libro che racconta le vicende conseguenti una separazione sulla scena di una Sicilia contemporanea, ma che è anche una profonda riflessione sulla forma della narrazione. Nei suoi diversi percorsi il libro pone una costellazione di domande e spunti di ricerca sulla piccola realtà della vita umana, contrassegnata dalla presenza costante dei miti classici, da Omero a Virgilio, alla multiforme essenza di Proteo. “Amo l’Eneide perché, rispetto agli eroi greci, protagonisti di vittorie, violenze e soprusi, la guerra di Enea è di chi ha perso e va alla ricerca di una nuova vita, di una casa – ha precisato Valeria Luiselli -. I classici ci dicono che il principio è sempre conseguenza di qualcosa che si rompe. Per me l’Eneide è il mito fondativo dello spirito mediterraneo, della incessante spinta migratoria verso la conquista di una propria casa. Se lo capissimo saremmo più pronti ad accogliere gli eroi contemporanei”. Il libro di Valeria Luiselli racconta una genealogia di donne, madre, figlia e nonna, in forme linguistiche concentriche dove il lessico famigliare si sposta verso i temi sociali, politici e ambientali e intercetta la scrittura relativa ai miti antichi e alla ricerca archeologica. È l’autrice stessa a precisare come la sua scrittura proceda per frammenti in una lenta, paziente osservazione dei fatti di cui la trama è conseguenza. “Come le piccole tessere del mosaico che è presente nel libro, per dare una dimensione complessiva nel quadro di una Sicilia contemporanea. Una terra che amo profondamente e che rappresenta il confine oltre ogni confine: è scontro tettonico tra Africa ed Europa, spazio metaforico ma anche frontiera geopolitica. Un territorio tellurico dove il mondo ha origine e può finire”. Per le protagoniste del romanzo, madre, figlia adolescente – ma anche nonna e bisnonna -, il soggiorno in Sicilia rappresenta una ricerca di qualcosa di simile ad un inizio, ma anche l’occasione per riscoprire parte della storia familiare, lì dove sono le loro radici. Un’avvincente narrazione che tocca terre e lingue diverse, coniuga l’antico e l’oggi rispondendo al criterio basilare di Valeria Luiselli: “Scrivere è notare la profondità delle cose, rispondere al bisogno di capire la loro trasformazione”.




























