Home Rubriche Lotta alle barriere architettoniche: quali interventi di ristrutturazione aiutano

Lotta alle barriere architettoniche: quali interventi di ristrutturazione aiutano

Si parla sempre più spesso di migliorie tecnologiche e tecniche per rendere le persone anziane e disabili indipendenti e proprio la tematica è spesso al centro del dibattito pubblico; dal 2026 la legge di bilancio ha apportato alcuni cambiamenti ma nonostante le nuove regole fiscali si può intervenire per eliminare gli ostacoli fisici in casa e nei condomini per poter migliorare la qualità di vita.

Gli interventi ammessi

Lo Stato italiano ha apportato alcune modifiche dalla legge di bilancio del 2025 riducendo il bonus dal 75% al 50% per il 2026…ma quali sono gli interventi ammessi?

All’interno delle possibilità rientrano tutti gli interventi strutturali che consentono uno spostamento reale tra livelli o che eliminano dislivelli importanti.

Parliamo, per esempio, di rampe, scale adeguate, ascensori, montascale e piattaforme elevatrici. Queste opere che lavorano sull’accessibilità verticale sono essenziali per chi ha problemi di mobilità ridotta. L’installazione non è sufficiente, servono proposte a norma, con bonifici parlanti e una serie di documenti appositi per poter rientrare nelle misure di detrazione fiscale previste dal bonus 2026.

Detrazioni 2026: quanto si recupera?

Il vero cambio apportato dalle detrazioni 2026 è nelle percentuali. Il bonus dedicato all’abbattimento delle barriere architettoniche non è stato confermato nella versione più vantaggiosa.

Per chi interviene sulla prima casa, la detrazione scende al 50%, se invece si tratta di una seconda abitazione o di un immobile non utilizzato come dimora principale, il beneficio si riduce ulteriormente: 36%. Attenzione anche al tetto di spesa: si rientra fino a 96.000 euro per ogni unità immobiliare; il bonus viene poi distribuito in 10 anni sotto forma di sconto Irpef.

Il cambio di scenario non arriva per caso. Alla base c’è un intervento normativo preciso, entrato in vigore a fine 2023, che ha ridimensionato il bonus dedicato. Il principio è quello di evitare abusi e restringere gli incentivi alle opere realmente necessarie così da garantire l’accessibilità.

Errori nella rendicontazione possono compromettere il diritto al bonus… meglio affidarsi a professionisti per farsi affiancare.

Montascale e ascensori domestici: cosa c’è da sapere

Tra gli interventi più richiesti ci sono quelli legati alla mobilità interna alle abitazioni. Montascale, elevatori domestici, piattaforme: soluzioni spesso indispensabili per anziani o persone con disabilità.

Dal 2026 queste installazioni continuano a beneficiare delle agevolazioni, ma non più con l’aliquota maggiorata. Rientrano nel bonus ristrutturazioni standard, quindi al 50% per la prima casa.

Un cambiamento che incide sul costo finale. Se prima l’incentivo copriva una fetta molto ampia della spesa, ora il contributo pubblico si riduce. Rimane comunque una leva importante per chi deve affrontare lavori che, senza aiuti, sarebbero difficili da sostenere.

Tra esigenze reali e sostenibilità: le considerazioni

Se osserviamo chi sta richiedendo questa tipologia di interventi è evidente come lo Stato stia continuando a sostenere l’eliminazione delle barriere architettoniche pur avendo ridimensionato i bonus per il 2026. I cambiamenti riguardano i cittadini che non rinunciano alle migliorie ma pianificano con più attenzione e valutando i costi con il supporto dei professionisti.

Insomma, i bonus sono cambiati ma le opportunità per poter rendere la propria casa totalmente accessibile guadagnando indipendenza ci sono ancora e sono più che valide.