MANTOVA Ogni strappo racconta una storia. Che ora torna alla luce e visibile al pubblico: è stato presentato ieri in Atrio degli Arcieri, a Palazzo Ducale, il progetto che ha permesso di collocare nella Sala dell’Alcova in Corte Vecchia nove selezionati strappi del ciclo cavalleresco di Pisanello, riscoperto negli anni Sessanta dall’allora soprintendente Giovanni Paccagnini. Oltre alla nuova fruizione delle sinopie di Antonio di Puccio, detto Pisanello, l’intervento ha permesso di migliorare l’accessibilità della struttura, grazie al collegamento tra la Galleria Nuova e la prima Sala dell’Alcova. A illustrare l’iniziativa sono intervenuti il direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso, la storica dell’arte Giulia Marocchi, l’architetta Verena Frignani e la funzionaria restauratrice Daniela Marzia Mazzaglia, in rappresentanza del team che ha seguito le varie fasi dei lavori (foto in alto).
All’epoca il ritrovamento delle opere di Pisanello fu accompagnato dallo strappo integrale della parte riscoperta. Oggi i dipinti murari sono collocati su pannelli mobili. Ma non tutti gli elementi trovarono allora una sistemazione museale e vennero custoditi nei depositi. Fino ad oggi. I nove strappi selezionati consentono non solo di interpretare in modo più completo la tecnica artistica di Pisanello, evidenziando i continui cambiamenti dell’artista, ma pure di ripercorrere le tappe fondamentali dell’originaria impresa dello strappo. Per questo il risultato visivo non ha solo una portata storica, ma anche una forte rilevanza evocativa.
L’intervento è stato realizzato anche grazie al contributo di Fondazione Comunità Mantovana, rappresentata per l’occasione dal presidente Carlo Zanetti, e alla sponsorizzazione tecnica da parte della ditta di restauro “ZóE” di Giovanna Gola, che ha curato gli interventi di finitura delle superfici del nuovo allestimento, con materiali forniti da Opificio Bio Aedilitia.
La selezione e lo studio dei materiali sono a cura della funzionaria storica dell’arte Giulia Marocchi, l’allestimento – su progetto di Archiplan Studio (Mantova) – è stato coordinato dalla funzionaria architetto Verena Frignani, per la parte architettonica e impiantistica, e dalla funzionaria restauratrice Daniela Marzia Mazzaglia per gli aspetti relativi alla movimentazione e conservazione delle opere.
Durante la presentazione è stato ricordato il restauratore Archinto Araldi, recentemente scomparso, allora dipendente della ditta Coffani, che partecipò in prima persona alle operazioni di strappo dei murali pisanelliani.

























