Home Cronaca Lega in lutto: addio a Guido Pasquali parlamentare padano e “braveheart”

Lega in lutto: addio a Guido Pasquali parlamentare padano e “braveheart”

Si è spento improvvisamente ieri mattina a 83 anni nel suo letto, nella sua casa di Casalmaggiore, ove risiedeva da diversi anni, Guido Pasquali, pietra miliare della Lega Nord mantovana. La sua era la cosiddetta Lega della prima ora, quella romantica, idealista, anche un po’ utopica. La Lega dei “cuori impavidi” liberali e libertarî suggestionati da “Braveheart” e dagli aneliti degli indipendentista scozzesi trapiantati nella sua verde Padania.

Sabbionetano di nascita, tutta la sua vita lavorativa è stata spesa in un’industria dolciaria “Sugar Decor” da lui fondata e gestita a Campitello assieme alla moglie Marisa Coppini e alla figlia Barbara, ove si producevano, più che dolciumi, vere opere d’arte apprezzate a livello nazionale e internazionale nelle fiere di settore. E questa occupazione lo ha tenuto occupato a tempo pieno, lasciando ai margini delle discussioni amicali e conviviali le sporadiche interferenze politiche. Questi almeno sinché nei primissimi anni ’90 non venne contagiato dalla crescente “febbre leghista” già incubata anche prima dall’amicizia con lo storico indipendentista locale Umberto Mori e dal federalismo europeo spinelliano di Dacirio Ghidorzi Ghizzi. Altri incontri di quegli anni lo avvicinarono al voltese Franco Turcato, al senatore goitese Paolo Gibertoni, al marmirolese Antonio Pacchioni (già vice presidente della Provincia), al castellucchiese Augusto Azzi, a Enzo Rondini di Borgoforte, a Enrico Pietralunga, e anche alla new generation “verde” di Davide Boni, Giovanni Fava e Enzo Bottura.

Entrò anche nel direttivo provinciale della Lega, e quando il lider maximo Umberto Bossi lanciò i primi messaggi secessionisti vi aderì totalmente accettando anche i rischî di incriminazione per attentato all’integrità dello Stato, e riuscendo parlamentare eletto nelle elezioni padane che lo portarono al Parlamento del Nord di Chignolo Po nel 1997. 

Il rientro graduale delle battaglie indipendentiste del movimento lo indussero gradualmente a mitigare impegno ed entusiasmi, sino a osservare distaccatamente gli sviluppi della politica nazionale e locale dalla finestra dell’indifferenza, più spesso della delusione. Il suo spirito combattivo era riservato solo alle lunghe e animate discussioni nei ritrovi conviviali con quei reduci del “Priorato dei cuori impavidi” che aveva contribuito a fondare assieme a Boni, Claudio Bottari e Pietralunga. Ci si misero anche problemi fisici sopportati per anni a minare definitivamente il suo impegno. Ieri la resa. I funerali si terranno, per sua volontà, in forma privata.