POGGIO RUSCO – Pomeriggio di violenza e follia a Poggio Rusco, dove un uomo di 32 anni è stato tratto in arresto dai Carabinieri dopo aver aggredito il padre e picchiato i militari intervenuti per sedare la lite. Per fermare la furia dell’aggressore, fuori di sé a causa del mix di alcol e droga, è stato necessario l’utilizzo dello spray al peperoncino.
I fatti si sono consumati poco dopo le ore 18 di ieri, venerdì 19 giugno. Al Numero Unico di Emergenza 112 è giunta una segnalazione urgente che indicava una violenta lite in corso all’interno di un’abitazione del paese. Sul posto è stata immediatamente inviata una pattuglia della Stazione Carabinieri di Poggio Rusco.
Una volta entrati nell’abitazione, i militari si sono trovati di fronte a una scena critica: il 32enne, in evidente stato di alterazione dovuto all’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti, stava aggredendo il padre. I Carabinieri si sono interposti per bloccarlo e riportare la calma, ma l’uomo si è scagliato contro di loro con estrema violenza, colpendoli con calci e pugni. Nella colluttazione, un militare è stato spintonato violentemente a terra e preso ripetutamente a calci dall’esagitato. Per interrompere il brutale pestaggio e mettere in sicurezza l’area, l’altro collega di pattuglia si è visto costretto a utilizzare lo spray urticante al peperoncino in dotazione, riuscendo finalmente a immobilizzare il soggetto.
Ad avere la peggio è stato il Carabiniere aggredito a terra, che ha dovuto ricorrere alle cure mediche e ha riportato lesioni giudicate guaribili con una prognosi di 7 giorni.
Il 32enne di Poggio Rusco è stato dichiarato in arresto in flagranza di reato, essendo ritenuto responsabile – secondo l’ipotesi accusatoria – di resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale. Dopo le formalità di rito in caserma, l’uomo ha trascorso la notte all’interno delle camere di sicurezza, in attesa del giudizio.
Nella mattinata odierna, sabato 20 giugno, si è celebrata l’udienza di convalida presso il Tribunale di Mantova. Il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto legittimamente operato dai militari dell’Arma, ha disposto nei confronti dell’indagato le misure cautelari dell’allontanamento immediato dalla casa familiare e il divieto assoluto di avvicinamento al luogo di lavoro del padre.





























