MANTOVA Era accusato di avere truffato per 1770 euro un mantovano che aveva messo in vendita un oggetto su un sito di aste online. Nei giorni scortsi, però il giudice ha accolto le richieste dell’avvocato Naima Marconi, difensore di un 46enne di Nepi (Vt) pronunciando il non doversi procedere per remissione della querela relativamente all’accusa di truffa, e per insussistenza del reato relativamente all’accusa di simulazione di reato, perché quando era stato sentito a sommarie informazioni era di fatto già indagato e pertanto, non essendo presente il suo avvocato, il verbale era da considerarsi nullo. La truffa in questione risale all’agosto 2021, quando un mantovano che aveva pubblicato un’inserzione sul sito subito.it in cui metteva in vendita una macchina da cucina, era stato contattato dal 46enne che aveva concordato l’acquisto pagandolo con un a ricarica su una carta Postepay, dopodiché lo aveva “guidato” telefonicamente mentre era a uno sportello bancomat facendogli ripetere più operazioni dicendo che non erano andate a buon fine. Il mantovan o credendo di incassare aveva invece effettuato sette ricariche a beneficio del 46enne che in seguito aveva denunciato lo smarrimento della carta Postepay. Il processo è finito in nulla come la vendita online.



























