“Quanto sta accadendo in queste ore impone una riflessione seria e immediata. Il grave
malore che ha colpito un bracciante durante la raccolta dei meloni, la morte di un
agricoltore mentre lavorava nei campi e le irregolarità emerse dai controlli sul lavoro nero,
sono tutte cose inaccettabili.
Così Ciro Di Lena, segretario generale della FAI Cisl Asse del Po, interviene dopo gli
ultimi episodi di cronaca che hanno interessato il settore agricolo mantovano.
“Prima di tutto – afferma Di Lena – dobbiamo essere consapevoli che il caldo estremo
non è più un’emergenza occasionale: è una condizione strutturale con cui il lavoro nei
campi deve fare i conti ogni estate. L’ordinanza regionale sul lavoro all’aperto nelle ore
più calde deve essere resa davvero efficace”.
“Nella nostra provincia – prosegue Di Lena – alle 11 del mattino, in mezzo ai campi, le
condizioni possono essere già critiche. Per questo chiediamo una revisione degli orari di
stop previsti dall’ordinanza”.
Il sindacato richiama anche il tema della legalità. “I controlli che hanno fatto emergere
lavoratori in nero, paghe molto basse e carenze sulla sicurezza confermano che nel
settore agricolo esistono ancora situazioni di irregolarità. Mi auguro che ora le indagini
seguano anche la destinazione del prodotto, per attenzionare e sensibilizzare l’intera
filiera.”.
“Insieme all’Ente Bilaterale agricolo mantovano – conclude il segretario della FAI Cisl Asse
del Po – da tempo promuoviamo attività di sensibilizzazione sui rischi del colpo di calore e
sui comportamenti corretti da adottare nei periodi più critici. Inoltre, il problema non
riguarda soltanto i campi: anche all’interno di molte fabbriche e magazzini si registrano
temperature sempre più elevate che rendono difficili le condizioni di lavoro e possono
rappresentare un rischio per la salute. Nessuna raccolta, nessuna scadenza
produttiva, può venire prima della vita delle persone”.
































