GONZAGA – Sabato scorso 4 luglio è calato il sipario su una delle carriere più longeve, stimate e brillanti dell’Arma dei Carabinieri nel territorio mantovano. È stato infatti l’ultimo giorno di servizio attivo per il Luogotenente Carica Speciale Nicola Meneguzzo, storico Comandante del Nucleo Comando della Compagnia Carabinieri di Gonzaga. Dal 5 luglio il sottufficiale è stato posto formalmente in quiescenza, lasciando un vuoto profondo ma anche un’eredità straordinaria tra i colleghi e i cittadini.
Per celebrare un traguardo così significativo, a Gonzaga è giunto appositamente il Comandante Interregionale Carabinieri “Pastrengo” di Milano, il Generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta. Un incontro non casuale, ma denso di significato emotivo: nell’ormai lontano 8 ottobre 1984, giorno dell’arruolamento di Meneguzzo presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma, l’allora giovane Tenente Galletta fu proprio il suo istruttore. Un cerchio che si chiude dopo oltre quattro decenni di dedizione alla divisa.
Una vita nell’Arma: le tappe della carriera
La carriera del Luogotenente Meneguzzo è stata un crescendo di incarichi operativi e di responsabilità. Dopo la prima esperienza alla Stazione di Osoppo (Udine) e il corso biennale alla Scuola Sottufficiali di Velletri, il militare approda nel Mantovano, terra che diventerà la sua seconda casa. Inizialmente destinato alla Stazione di Moglia come sottordine, viene poi trasferito a Revere come Comandante della Squadra di Polizia Giudiziaria.
Le sue spiccate doti investigative lo portano prima alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Mantova e poi al Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) del capoluogo. Successivamente, Meneguzzo presta servizio al Nucleo Operativo del Reparto Operativo – di cui assume anche il comando in sede vacante per circa otto mesi – e al Nucleo Informativo di Mantova per sette anni, prima di assumere i vertici del NORM e, infine, del Nucleo Comando della Compagnia di Gonzaga.
Le grandi indagini: dai gialli di sangue alla tutela dei più deboli
Il nome del Luogotenente Meneguzzo è legato a doppio filo ad alcune delle indagini più complesse e delicate della cronaca nera locale. Nel 1992 coordinò le complesse operazioni per l’identificazione di quattro cadaveri di cittadini indo-pakistani abbandonati in un campo a Pegognaga, indagine che si concluse con una raffica di arresti. Ha inoltre offerto un contributo fondamentale nelle indagini sugli omicidi Giovannani, Vaccari e Don Strazzi.
Nel corso degli anni, Meneguzzo ha ricevuto un Encomio Semplice per aver arrestato in flagranza di reato due rapinatori seriali responsabili di una lunga scia di colpi sul territorio. Tra i suoi ultimi successi investigativi spicca la dolorosa ma cruciale indagine relativa ai maltrattamenti nella RSA di Revere. Un’operazione mastodontica che ha portato a 17 deferimenti, tre sospensioni dell’attività e a pesanti condanne nei confronti degli operatori socio-sanitari responsabili delle violenze sugli anziani ospiti. 

L’abbraccio dei colleghi: «Un caposaldo di umanità e rigore»
Alla cerimonia di commiato erano presenti i massimi vertici provinciali: il Comandante Provinciale di Mantova, Colonnello Vigliotta, il Capitano Antonio Latino, Comandante della Compagnia di Gonzaga, e tutti i comandanti delle Stazioni della zona.
Il Generale Galletta ha espresso parole di profonda gratitudine verso Meneguzzo, definendolo un vero e proprio “punto fermo” e un “caposaldo” per intere generazioni di cittadini e di giovani militari. Nel suo discorso d’addio, visibilmente commosso, il Luogotenente ha salutato i colleghi confermando lo stile che lo ha sempre contraddistinto: quello di una guida silenziosa, leale e costante, capace di coniugare il rigore del dovere istituzionale con una profonda e quotidiana umanità.




























