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Fondi dal Pnrr per 1,2 milioni e la Club House è un magazzino

Mantova Bello, funzionale, avveniristico nelle forme e ben studiato nelle potenziali funzioni. Ma la “Club house”, ossia il padiglione aggregativo destinato a eventi e accoglienza all’interno del campo sportivo “Nuvolari” non sembra a tutt’oggi entrato in funzione, e se ne lamenta l’utenza vedendo la struttura ridotta pressoché a magazzino.
Raccoglie la protesta il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Pier Luigi Baschieri, che chiama in causa il nuovo assessore allo sport Stefano Simonazzi con una interrogazione mirata. «Il tutto assomiglia molto a quelle vicende del sud Italia in cui si inaugurano opere pubbliche e poi vengono abbandonate a se stesse diventando cattedrali nel deserto inutilizzate» premette il consigliere azzurro.
La “club house” è stata realizzata con i fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ed inaugurata con piena soddisfazione dal precedente sindaco Mattia Palazzi nel novembre 2025 dopo circa due anni di lavori. Il padiglione inserito nell’impianto sportivo di via Guerra è adibito a centro di aggregazione per atleti, famiglie e studenti delle scuole che frequentano l’area del Migliaretto. Un luogo insomma per favorire eventi e socializzazione dopo gli allenamenti e durante eventi sportivi. «Peccato che non sia mai stato realmente aperto al pubblico, nonostante le promesse iniziali del centrosinistra», rimarca Baschieri.
Sulla carta il progetto prevedeva all’interno della futuristica struttura, dotata anche di un impianto fotovoltaico in grado di abbattere le spese energetiche, una cucina, una accogliente area bar e un’aula studio. Spazi a quanto pare non ancora attivi, ma anzi utilizzati come “magazzino” in attesa di trovare un gestore in grado di valorizzarli adeguatamente.
«Più che legittimo è rammentare che l’intervento è stato finanziato con fondi del Pnrr sul versante “Sport e inclusione sociale”, per un importo di 1.210.000 euro, compresi i costi destinati ai campi da padel e dell’area fitness. Appare doveroso interrogare l’assessore Simonazzi – prosegue il forzista – per chiedere delucidazioni sul destino di questa struttura costata più di un milione e oggi completamente inutilizzata».
E non sarebbe l’unica realizzazione inattiva, a distanza di mesi dal completamento. Baschieri punta il dito anche su altri interventi, pure realizzati grazie al Pnrr: «È doveroso ricordare che altre opere finanziate con le risorse europee del Pnrr sono a tutt’oggi ferme al palo nonostante la loro realizzazione. Prima su tutte il “Boccio” di viale Te che mi risulta essere chiuso al pubblico. E a seguire, il centro sociale “Artoni” di Lunetta aperto a giorni alterni, di cui ancor oggi si fatica a comprendere la vera destinazione d’uso», conclude Baschieri.