Mantova La nomina al vertice di Egea di Mattia Palazzi, «seppure non rappresenti un percorso personale illegittimo», solleva una seria questione di opportunità politica nella prospettiva industriale della più importante azienda pubblica comunale: la multiutility Tea. Lo asseriscono il portavoce del M5S Sebastiano Martone e l’ex deputato Alberto Zolezzi. Che precisano: «Sono decenni che si dibatte sull’opportunità per Tea di un’alleanza industriale: guardacaso si parlò di A2A o, tra gli altri, di Iren e Hera. Dove sta, quindi, la questione di opportunità? Sta nelle more dell’operazione Sostelia (comprendente Sta), in cui Luca Del Fabbro ha svolto un ruolo contraddittorio. Presidente Iren, proprietaria di Egea. Questo fondo ha creato e gestito Sostelia, per poi venderla a Hera per circa 138 milioni di euro. Poiché Hera è un concorrente diretto della multiutility Iren presieduta da Dal Fabbro, l’operazione ha sollevato forti dubbi nel Cda di Iren, portando alcuni consiglieri a chiederne la rimozione della delega M&A (Mergers & Acquisitions) per evitare conflitti di interesse».
Ma per Zolezzi «non stupisce che Palazzi – che può vantare nel curriculum solo l’Arci e il Comune di Mantova – sia nominato numero uno di Egea senza alcuna competenza specifica. Una mancanza di competenze che, del resto, condivide con l’a.d. di Tea, l’avvocato Alessandro Beltrami, ex capo di gabinetto dello stesso Palazzi. In certi ruoli serve qualcuno che possa agevolare una prospettiva di alleanza industriale di portata nazionale».
Ribatte punto su punto l’ex sindaco: «In undici anni ho sempre difeso l’indipendenza di Tea, e lavorato con tutto il suo management alla sua crescita. Solo chi vive di pregiudizio può non vedere e non sapere. Il resto sono sinceramente farneticazioni. Zolezzi e il suo adepto Martone dovrebbero considerare che quando si lavora seriamente e bene vieni chiamato per l’esperienza che hai fatto, non per chissà quale disegno sotterraneo. Come si difende l’autonomia di Tea non me lo insegnano certo loro. Capita poi che quando si è lavorato portando risultati, ci siano persone che stimando il lavoro fatto ti chiamano. Il fatto che non sia successo a Zolezzi quando ha finito di fare il parlamentare non significa non possa succedere ad altri».




























