MANTOVA Il pilota mantovano Alberto Aliverti, in coppia con Sergio Carrara, vince la Coppa delle Alpi 2026 mentre il duo virgiliano composto da Alceo Zanotti, campione italiano in carica e Guido Ceccardi coglie un brillante 11° posto assoluto. Tale competizione di regolarità internazionale ha aperto ufficialmente il Campionato Italiano Grandi Eventi Aci Sport. L’edizione 2026 ha adottato per la prima volta il format con partenza e arrivo nella stessa località dove St. Moritz, nel cuore dell’Engadina, ha fatto da sfondo all’intera manifestazione. Con un avvincente prestazione Alberto Aliverti al volante e Sergio Carrara ai cronometri, sull’affidabile Fiat 508 C del 1937, si aggiudicano quindi la Coppa delle Alpi St. Moritz Edition. Per Aliverti si tratta di una conferma dopo il successo nella scorsa edizione della gara invernale italo-svizzera marcata 1000 Miglia. Al secondo posto i siciliani Francesco e Giuseppe Di Pietra su Fiat 508 C del 1938, migliorando il terzo posto ottenuto lo scorso anno. Il terzo posto del podio, tutto italiano di questa edizione, è completato dai coniugi piacentini Gianmario Fontanella e Anna Maria Covelli su Fiat 514 S del 1930, portacolori della Scuderia mantovana Mnt 25. La mantovanissima coppia composta da Alceo Zanotti, da due stagioni campione italiano in carica, affiancato da Guido Ceccardi ai cronometri, coglie un brillante 11° posto assoluto sulla Fiat 1100 Tv Trasformabile del 1955. La scuderia virgiliana Mnt 25 vince la classifica inserita nei Grandi Eventi. Le tre tappe con partenza e arrivo da St. Moritz hanno messo a dura prova i 66 partecipanti, in rappresentanza di 15 diversi Paesi, non solo europei, ma anche Stati Uniti, Giappone e Taiwan con un percorso totale di 630 chilometri. Un tracciato, che ha offerto ai concorrenti un mix tra prove tecniche, di cui 80 speciali e 6 prove di media e scenari naturali fantastici. La terza tappa dopo due giorni di sole ha regalato agli equipaggi una nevicata rendendo la gara più impegnativa e affascinante. Questo percorso, che nella seconda tappa ha toccato anche Livigno, ha messo a dura prova i concorrenti con delle prove sulla pista del Ghiacciodromo e nella Cava di Montebello, terreno battuto dai rally storici. Inedito e suggestivo il trasferimento nella tappa finale verso Arosa, perla incastonata fra le vette del Cantone dei Grigioni con il trasferimento delle auto a bordo di un treno sotto il tunnel della Vereina (19 chilometri). Di primissimo livello le vetture, rappresentate da 17 marchi automobilistici che hanno fatto la storia del motorismo. In gara la veterana Chrysler 72 del 1928, seguita da una Fiat 514 S del 1930. Casa Porsche, la più rappresentata e una buona schiera di vetture Lancia, Fiat, Jaguar, Ferrari e le inglesi Aston Martin e Austin Healey degli anni Cinquanta.








































