La febbre del Nilo fa un’ altra vittima, un 79enne è deceduto al Poma

MANTOVA A distanza di pochi giorni dal primo caso accertato di morte da West Nile, o più semplicemente febbre del Nilo, si conta purtroppo una seconda vittima mantovana. Dopo il caso del 75enne deceduto il 31 agosto all’ospedale Carlo Poma, dopo una degenza di quasi un mese, sabato è toccato infatti ad un altro uomo, stavolta classe 1943, anch’egli ricoverato da qualche settimana nel reparto di rianimazione del nosocomio cittadino a causa di una sintomaticità acuta all’infezione provocato dalla puntura della zanzara. A confermare la morte del 79enne la stessa Asst di Mantova. Nel frattempo a livello regionale si registra una crescita circa la diffusione della febbre del Nilo. Secondo il bollettino dell’Istituto superiore di Sanità aggiornato al 31 agosto, il sistema di sorveglianza ha rilevato 41 casi totali, in aumento rispetto ai 17 della settimana precedente. Con la morte del 79enne mantovano i decessi appurati in Lombardia sono quindi saliti a 4, di cui due nel solo territorio virgiliano: prima di questi ultimi l’11 agosto, si era registrata la morte di un uomo residente nella bassa Bresciana mentre il secondo, il 27 agosto, con il decesso di un uomo nel cremonese. Dei 41 casi lombardi, 13 sono forme neuro-invasive sui 192 totali a livello nazionale, con una crescita di 6 in una settimana. Di questi, 4 sono a Brescia, 3 a Cremona, uno a Lodi, 2 a Mantova, uno a Milano, 2 a Pavia. Sul numero complessivo ha un’elevata incidenza quello dei casi rilevati attraverso i donatori di sangue, in genere asintomatici, che emergono proprio perché è attivato il sistema di monitoraggio per evitare che sangue infetto venga trasfuso. Nell’ultima settimana sono emerse 11 positività tra donatori di sangue che portano a 17 il totale da giugno: 1 a Bergamo, 4 a Brescia, 3 a Cremona, 1 a Lodi, 3 a Mantova, 1 Monza, 3 a Milano, 1 a Pavia. Sui 127 casi con febbre in Italia, in Lombardia ne risultano 9, 6 in più rispetto alla rilevazione del 24 agosto: 2 a Brescia, 1 a Cremona, 4 a Lodi, 2 Mantova. La diffusione del virus resta molto più alta nelle zone di pianura, habitat ideale per la riproduzione delle zanzare. (loren)