MANTOVA Sempre ieri, nella vivace confusione di Piazza Castello, tra il tendone degli incontri letterari più attesi e la geometria silenziosa del porticato gonzaghesco, spiccava una vettura gialla come una grande caramella.
Un van firmato Rangoni & Affini, parte della flotta che da oltre vent’anni affianca Festivaletteratura, segnando una delle alleanze più longeve e concrete della manifestazione.
«Il merito è di mia moglie Anna», racconta Natalino Affini. «Vent’anni fa mi disse: “C’è un gruppo di amici che stanno facendo qualcosa di molto importante per la città di Mantova”.
Sono andato a incontrarli e ho pensato subito che quello che volevano creare avrebbe trasformato Mantova in una città internazionale. Così ho detto: voglio esserci. Vi darò una mano».
Rangoni & Affini mette a disposizione furgoni e veicoli commerciali per artisti, giornalisti, e soprattutto allestitori.
Non si è trattato solo di logistica, ma di un vero supporto operativo: «Un giorno mi hanno detto: “Guarda Natalino, senza i tuoi mezzi saremmo davvero in difficoltà”. Mi ha fatto piacere. Essere utile nella pratica è una cosa bella. Per me e per noi». Insieme al Festival, anche l’azienda è cresciuta.
«Siamo partiti come realtà locale, oggi operiamo su un territorio ampio, ma restiamo legati agli eventi che contano per la città. Il Festival è cresciuto tanto, è diventato un punto di riferimento mondiale. E ci piace esserci».
L’impegno è rimasto lo stesso, anche se gli scenari sono cambiati. «Festivaletteratura», conclude Affini, «è un evento che toglie Mantova dalla sua storia e la proietta nel futuro. E a noi piace farne parte». (Abb)






































