PEGOGNAGA Una splendida giornata di sole ha reso molto partecipato il 74° Carnevale dei Ragazzi a Pegognaga, vinto da “Rio-Pego Carneval”, con largo margine di voti sul secondo gruppo mascherato, risultato il “Giro del Mondo in 80 Cibi”. Terzo classificato “Viaggiando nel Tempo”. Costretto dalle nuove e più severe leggi sulla sicurezza ad abbandonare la tradizionale sfilata dei carri allegorici, già da un paio d’anni l’allegra manifestazione pegognaghese si concentra nella formazione di gruppi mascherati che interpretano con fantasia e creatività il tema suggerito dagli organizzatori: parrocchie del capoluogo e Polesine, amministrazione comunale, istituto comprensivo, pro loco Flexum, associazione genitoriale Il Formicaio. Tema della 74a edizione era “Il Viaggio”. Chi ha presenziato anche come semplice spettatore al Carnevale dei Ragazzi di Pegognaga, conoscendone la storia, ha subito rilevato che la 74a edizione ha costituito una svolta epocale con la piena concretizzazione dell’obietti vo per cui l’allegra manifestazione nacque nel lontano 1951 dalla sfilata dei bimbi mascherati dell’asilo comunale per le vie del paese: la partecipazione delle giovani famiglie al completo, coi genitori che hanno condiviso con bimbi e fanciulli l’in terpretazione dei personaggi scelti e l’allegra atmosfera, indossando vestiti e maschere coese con quelle che rendevano gioiosamente chiassosi i piccoli. A tale proposito il voto speciale della Voce di Mantova va infatti all’ “Agenzia viaggi Ambarabà”, per altro il gruppo mascherato più numeroso del nido Ambarabà, famiglie con bimbi per mano e neonati in carrozzella, visibilmente felici dell’allegra condivisione. A precedere la sfilata è stato il complesso bandistico Città di Mozzecane, con un nutrito gruppo di majorettes. Cronista e animatore della manifestazione Da vide Vetty Vetere. Ha consegnato i premi il sindaco Matteo Zilocchi. L’a l l eg r a brigata si sposterà martedì a Polesine, per partecipare alla prima edizione de “I colori del camaleonte”, con inizio alle ore 14,30 presso l’oratorio parrocchiale. Riccardo Lonardi








































