MANTOVA Una brutta sorpresa per un concittadino che domenica si è recato sulla tomba della madre al cimitero di Formigosa: tutto il campo destinato ai deceduti dal 1998 al 2000 risultava “arato”. Una esumazione di 110 defunti avvenuta senza preavviso con segnalazioni personali.
Possibile? «Sì, è possibile, perché è ciò che è avvenuto – spiega Luca Molinari, che non ha potuto assistere alla riesumazione della madre Vanna Pasini –. Non vado spessissimo al cimitero, se non nelle ricorrenze, ma ciò che mi ha ferito è che non ho potuto nemmeno dare disposizioni per una nuova sepoltura di mia mamma. Domenica sera, verso le 17.30, mi sono recato al cimitero ma la tomba non c’era più, e per avere chiarimenti ho dovuto compiere persino un’azione di forza. Ho chiamato i servizi cimiteriali della Tea, e dopo avere avuto spiegazioni vaghe ho chiesto l’intervento della Polizia locale. Solo a quel punto sono arrivati anche i tecnici della società, dopo che pure avevo bloccato la chiusura automatica dei cancelli. Volevo andare sùbito in fondo alla questione».
Fortunatamente le spoglie della madre erano ancóra disponibili, ma in che condizioni? «Terribili – commenta Molinari –. Mi hanno fatto entrare nelle camere mortuarie dove ho visto una cinquantina di salme raccolte in sacchetti di plastica, come se fossero spazzatura. E sono là in attesa di finire nell’ossario comune, senza alcun rispetto».
Solo a quel punto gli sono stati portati i resti dell’esumazione della madre aggiungendo sgomento al dolore. «Non ho chiuso occhio tutta notte. Oggi (ieri, ndr) sono andato alla Tea per protestare con i responsabili, i quali si fanno scudo col regolamento comunale, che a sua volta si rifà a quello nazionale. Tutte respinte le mie rimostranze: loro asseriscono di avere esposto i cartelli che annunciavano l’intervento in quel campo già nell’agosto scorso, e me ne hanno mostrato anche le fotografie. Stesso avviso si trova esposto nella bacheca all’ingresso del camposanto. Io però non ci ho mai fatto caso, e comunque sarebbe bastato comunicarmi l’intervento per posta elettronica, per telefono, per messaggio, o meglio ancora sulla bolletta della luce votiva che pago regolarmente. I miei recapiti li hanno. Perché non avvisare? O perché non mettere un cartellino sulla tomba?».
Dal canto suo Tea assicura che gli avvisi c’erano, comprese le date di esumazione. Ma Molinari lo contesta fermamente: «Nell’avviso, che ho visto solo oggi, c’è scritto che mia madre sarebbe stata esumata il 19 febbraio. Io il 27 febbraio sono andato a portarle i fiori e la tomba c’era ancóra. Oggi ho chiesto per lei una cassettina di zinco e un posto nel colombario. Con 1.300 euro si sistema tutto. Ma io contesto questo trattamento e persino il regolamento. Se un regolamento è sbagliato, e lo è, lo si deve cambiare».









































