MANTOVA Una pagina importante del calcio dilettantistico mantovano si chiude. Dalla prossima stagione, il San Lazzaro non parteciperà più ad alcun campionato di categoria. La società cittadina, come per altro avevamo anticipato nei giorni scorsi, ha scelto di interrompere l’attività della prima squadra per concentrare ogni sforzo sul settore giovanile. Una scelta che non passa certo inosservata. Il San Lazzaro, protagonista per anni nei campionati regionali, ha rappresentato un punto di riferimento costante per il calcio cittadino e provinciale, un esempio di continuità, passione e serietà sportiva. E anche in quest’ultima stagione, il club non ha mai mollato: prima con Petrozzi in panchina, poi con il subentrante Pini, i biancazzurri hanno centrato la salvezza in Promozione, chiudendo la loro corsa con la finale della Fa Cup, persa 3-1 contro la Castellana allo stadio Allodi di Suzzara. Ma ora si volta pagina. «Era da qualche anno che riflettevamo su questa possibilità – spiega il presidente Angelo Valenza -. Continuavamo a rimandare, ma alla fine abbiamo deciso di fermarci. Non è una scelta dettata da motivi economici, come molti potrebbero pensare, ma da una precisa visione gestionale e progettuale. Vogliamo investire, e investiremo, nel nostro settore giovanile. Lì andranno tutte le nostre energie, sia economiche che organizzative». Non un addio, dunque, ma un cambio di prospettiva. Il San Lazzaro non sparisce: cambia pelle. La prima squadra non ci sarà, ma la società continuerà a lavorare per formare ragazzi, per accompagnarli nella crescita, con l’idea – dichiarata – di tornare un giorno con una formazione interamente costruita “in casa”. «Rinunciare alla Promozione non è un declassamento – precisa Valenza -. È una scelta coraggiosa, di chi vuole costruire qualcosa di duraturo. Il nostro obiettivo è arrivare, tra qualche anno, ad avere una squadra forte, fatta quasi esclusivamente di ragazzi cresciuti nel nostro vivaio. È lì che vogliamo fare la differenza». Per conservare la filiera, il titolo sportivo di Promozione non potrà essere ceduto ed è per questo che la società ha rifiutato ogni proposta di “fusione”. Intanto, a Borgo Angeli si apre una fase nuova, con l’impegno rinnovato a coltivare talenti, educare attraverso lo sport e far crescere non solo calciatori, ma soprattutto persone. In un’epoca in cui la sopravvivenza delle prime squadre è spesso legata a equilibri fragili, quella del San Lazzaro è una scelta che fa riflettere. Un segnale controcorrente, che invita a guardare oltre il risultato della domenica, per tornare a investire nelle fondamenta. Il calcio dilettantistico mantovano perde una protagonista sul campo, ma non la sua identità. Il San Lazzaro resta. Diverso, ma con la stessa passione.








































