Home Cronaca Va tutto bene: Nathan Hill e l’illusione del benessere

Va tutto bene: Nathan Hill e l’illusione del benessere

Mantova Bastano tre parole per fornire ai propri interlocutori una parvenza di benessere. “Va tutto bene” è la locuzione che si tende a pronunciare per non mostrare alcun cedimento rispetto ad una vita frenetica che ruba sempre più spazio a interessi ed al dolce far nulla. Ampio e riconoscibile è stato in tal senso il lavoro svolto da Nathan Hill che in occasione del Festivaletteratura ha conversato con Olga Campofreda nella cornice di Palazzo San Sebastiano per analizzare le cause endogene ed esogene che hanno portato oggi ad instaurare relazioni disfunzionali. Lo si può definire uno scrittore lontano dai grandi centri urbani. Lui è cresciuto in una piccola cittadine nel mid-west degli Stati Uniti e lì non conosceva nessuno che provenisse da New York ma sapeva che se avesse voluto rendere la scrittura il suo lavoro, si sarebbe dovuto trasferire lì. Una volta arrivato nella Grande Mela si accorse che i newyorkesi avevano già scritto e letto tutto. Solo dopo essersi trasferito in Florida, ha iniziato a scrivere per sé e la grande editoria ha iniziato a prestargli attenzione. Per quanto riguarda il suo ultimo lavoro “Wellness”, è necessario ricordare che inizia da un racconto che ne costituisce l’incipit stesso. Questa parte iniziale del romanzo è stata scritta nel Queens in un piccolo studio. Qui, ha iniziato ad immaginarsi due dirimpettai che con il tempo si sono innamorati. Si trattava in principio di una storia d’amore ma un furto ai danni dello scrittore, ha cambiato le carte in tavola. Dieci anni dopo ha fatto ricorso alla sua memoria, cambiandone però il punto di vista. Questo ribaltamento delle parti nasce da una conversazione con un amico che spendeva molto denaro per prodotti, fatto che lui non capiva ma l’altro si era giustificando dicendo che acquistare ad esempio bevande energetiche lo faceva sentire meglio. Da qui nasce il suo interesse per quello che viene definito effetto placebo e quindi lo sviluppo della protagonista femminile Elizabeth ed il suo rapporto con il mondo ed il suo innamorato Jack. Interessante anche la struttura del libro, l’autore si è rifatto al principio del link, la sua opera si può leggere consequenzialmente ma muoversi agevolmente tra anni e luoghi geografici differenti, eppure sempre interconnessi da un collegamento. Nel romanzo è presente una forte connessione con i dipinti dei prati del Kansas. Si tratta delle Flint Hills, uno dei luoghi più belli degli Stati Uniti, ultimo rimasuglio di queste praterie che prima ricoprivano gran parte del terreno. Questa scelta è stato un modo per riprendere di nuovo l’effetto placebo, iniziando già dalla copertina.
Giada Dall’Asta