di Chiara Sanguanini
“Quelli che non possono
crederci ancora adesso che la terra è rotonda” Beppe Viola
Fa freddo, sì, ma nemmeno tanto.
Curva piena, ognuno di noi al proprio posto. “Come andrà?” “Oggi ne becchiamo sei e torniamo a casa” “L’ottimismo fatto persona, sei come il papà che quando sono andata incinta a vedere una partitella di calcio tra colleghi, mi ha detto – ma sta mia andarag cat ‘riva na sbalunada in dla pansa”.
“Non è pessimismo, chiamalo realismo” “Ma va, va, va…”.
Inizia. Subito azioni veloci, verticali e pericolose. Prima il Mantova, portiere decisivo, subito dopo lo Spezia che fa tre tiri e zero reti.
“Aiuto, aiuto, aiuto!” “Ma meno male!” “Sempre con ‘sti retropassaggi…” “…corti!” “L’ha sbaglià Cella” “Mamma mia la nostra difesa!”.
Al 4° lo Spezia passa. “Maledizione!” (sto usando un eufemismo) “Ecco, il primo di sei!” Ottimismo a go-go.
Sgrunt!
“… Accettare questo strano appuntamento
è stata una pazzia…”
(Ornella)
Gli ultrà cantano e cantano. Imperterriti “Passeranno le vittorie, passeranno le sconfitte, noi saremo sempre qua a tifare il Mantovà…”.
Uffa, le sconfitte!
Intorno a me si brontola “Di già? 5 minuti folli! Sveglia!” “Tanto per cambiare dietro si balla”.
Il Mantova accusa il colpo e ricomincia con lunghissime azioni, il possesso palla è nostro, retropassaggi e i soliti tic e toc. Il mio anziano vicino, sempre presente, pioggia o sole, caldo o gelo, sempre allo stesso posto e, normalmente di carattere mite e gioviale, si innervosisce a tal punto che comincia a salmodiare “E basta turnar indrè, ma gni avanti, più veloci, ma vardè, iè tuti ferum”.
Che i giocatori l’abbiano sentito?
Al 32° GOOOOOOOOL!!!!
RUOC-CO!!!!
Lo speaker urla come un matto e noi con lui.
“Al segna sempar lu” “Non c’è due senza tre” “E andiamo!”
“E adesso?”
“Allora 6 a 1” Ma si ride. “Io mi terrei anche il pareggio” “No, dobbiamo vincere”.
Secondo tempo: il Mantova parte alla grande, lo Spezia pare in soggezione.
Al 4° Mancuso sbaglia il gol più facile ; borbottìo generale.
Al 12° ancora Mancuso, solo in area, tira e il portiere para; riborbottìo.
Al 13°, finalmente GOOOOOOOOL !!!
CEL-LA!!!
In curva si balla e il mio anziano vicino fa anche il casquè con Bice.
“A questo punto
Stiamo tanto bene io e te
che non ha senso
tirar fuori i come e i perché…”
(Ornella)
Lo Spezia non reagisce e il Mantova dilaga:
al 36° grandissima azione di Trimboli sulla sinistra, cross al centro e GOOOOOOOOL!!!
MAR- RAS!!!!
“Al Mantua giganteggia” “L’era ura”.
Lo Spezia è annichilito.
Dalla curva Te, per sostene- re i tifosi avversari, in modo goliardico si canta “Chi non salta uno spezzino è, è …”.
Io salto compromettendo il mio già malandato ginocchio.
5 minuti di recupero, siamo tutti rilassati: non ci aspettiamo più niente e invece…
Al 47° lancio di Trimboli, sgroppata di 50 metri di Marras eee…
parte un missile imparabile.
GOOOOOL!!!!
MAR-RAS!!!
Aspettiamo lo speaker, ma tutto tace.
“Non sarà morto per l’emozione?” “No, per fortuna non è morto” “Si è solo ammutolito il microfono”.
Finisce così: 4 a 1.
“Potremmo sempre iniziare dal 15°; saremmo in zona playoff” L’immancabile e ineffabile commento di Renata.
Lo stadio piano piano si svuota: la strada si riempie di persone felici e, per oggi, dopo tre vittorie consecutive, l’amarezza di un mese fa sembra dimenticata.
SPEZIA… SPIAZE
(cit. Inzaghi)
“Senza fine
tu sei un attimo senza fine
tu trascini la nostra vita
senza un attimo di respiro
per sognare,
per potere ricordare
che abbiamo già vissuto”
(Ornella)



































