MOZZECANE – Dopo mezzo secolo l’osteria di Graziano e Loretta spegne per sempre i fornelli. Chiude così un’altra storica attività, capace nel tempo di diventare una meta irrinunciabile per la sua clientela vasta e variegata che sapeva di trovare qualità e cura nei piatti a base di pesce inseriti nel menù. Una storia straordinaria in cui vita privata e lavoro dei protagonisti si sono immediatamente intrecciate, diventando un tutt’uno. Graziano Rizzotti e Maria Loretta Persi convolano a nozze il 9 novembre del 1975 e dopo la luna di miele, il 19 dello stesso mese aprono in via Roma a Mozzecane l’osteria che porta i loro nomi. Tredici anni dove le soddisfazioni non mancano, tanto che nel 1988 decidono per il grande salto, quello che li “consacrerà” nella ristorazione territoriale: il trasferimento nell’immobile di via C. Bon Brenzoni, lungo la statale che collega Villafranca a Mantova. «Una scelta rivelatasi vincente – ammette il signor Graziano -, così come quella di proporre un menù a gruppi e a prezzo fisso, senza tuttavia rinunciare alla qualità». E quale miglior pubblicità del passaparola. «Spedivamo le nostre proposte del menù in Trentino e nelle altre province limitrofe, prima per fax e in seguito per mail – ricorda il titolare -. Ogni gruppo, interessato a visitare le nostre zone, decideva così di fermarsi da noi per il pranzo e poteva scegliere secondo la propria capacità di spesa. Ci siamo fatti conoscere a tanti, anche oltre il Veronese e il Mantovano». Nel corso del tempo, tra tavoli apparecchiati e piatti della tradizione, Graziano e Loretta hanno visto succedersi generazioni di abitanti, feste, pranzi di lavoro, serate animate da musica e momenti quotidiani, accompagnando la crescita della comunità e intrecciandosi con la sua memoria collettiva. «Quando le parole fanno fatica ad uscire, vuol dire che il cuore è pieno. Qui siamo stati felici. Grazie a tutti»: questo il post di congedo apparso sulla loro pagina Facebook in cui annunciano l’inizio dello loro nuova “avventura”, ovvero trasferirsi in Romagna dove abitano i figli Alessandro e Francesca e i loro sei nipoti. Il “lavoro” di nonni li attende.
Matteo Vincenzi








































